Un’asciugatrice a pompa di calore costa circa il doppio di una a condensazione e ci mette il doppio del tempo a fare un ciclo. Detta così sembra un pessimo affare, eppure è la tecnologia che consigliamo a quasi tutti. Il motivo sta nella bolletta, ma non solo.
Abbiamo preso come riferimento la Bosch Serie 4 WTH85218II da 8 chili, uno dei modelli più venduti della fascia, per spiegare cosa aspettarsi davvero e quali sono i difetti che si scoprono solo dopo averla in casa.
Bosch Serie 4 WTH85218II, 8 kg a pompa di calore
Asciugatura automatica a sensori, filtro facile da pulire, capacità da 8 chili adatta a una famiglia di tre o quattro persone. Intorno ai 480 euro è la scelta equilibrata per chi asciuga due o tre carichi a settimana e vuole spendere poco di corrente.
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È la domanda che blocca quasi tutti davanti allo scaffale, e la risposta dipende da quanto la userai.
L’asciugatrice a condensazione classica scalda l’aria con una resistenza elettrica, esattamente come un phon. È veloce e costa poco all’acquisto, ma consuma molto.
Quella a pompa di calore ricicla il calore invece di produrlo continuamente, come fa un condizionatore al contrario. Consuma circa un terzo, lavora a temperatura più bassa e tratta meglio i tessuti, ma il ciclo dura molto di più.
| Condensazione | Pompa di calore | |
|---|---|---|
| Consumo per ciclo | circa 4 kWh | circa 1,5 kWh |
| Durata del ciclo | 1 ora e mezza | 2 ore e mezza o 3 |
| Prezzo di acquisto | da 250 euro | da 400 euro |
| Trattamento dei capi | aria calda, più aggressiva | bassa temperatura, più delicata |
Facciamo il conto che serve davvero. Con due carichi a settimana, la differenza è di circa 5 kWh, cioè poco più di un euro. In un anno sono sui 65 euro. La pompa di calore costa duecento euro in più, quindi si ripaga in tre anni scarsi e poi guadagna. Se invece la usi due volte al mese, i conti non tornano più e la condensazione va benissimo.
Fai partire l’asciugatrice la sera prima di andare a dormire. Il ciclo lungo diventa irrilevante se lo fai di notte, e con molte tariffe l’energia in quella fascia costa meno.
Quanto consuma in bolletta
Un ciclo completo su questo modello si aggira sul kilowattora e mezzo, che a prezzi attuali significa quaranta centesimi scarsi. Due carichi a settimana costano circa tre euro e mezzo al mese.
Attenzione però a una cosa che le schede non dicono: il consumo dichiarato si riferisce al programma cotone standard a pieno carico. I programmi rapidi e i mezzi carichi consumano proporzionalmente di più. Riempirla bene, senza pigiare, è il modo più semplice di risparmiare.
I difetti veri di un’asciugatrice a pompa di calore
Sono le domande più cercate su questa tecnologia, e vale la pena rispondere senza girarci intorno.
Il ciclo dura molto. Due ore e mezza o tre per un carico di cotone sono la norma, contro l’ora e mezza di una a condensazione. Chi si aspetta di infilare i panni e ritirarli dopo un’ora resta spiazzato. Non è un guasto, è come funziona.
I capi escono tiepidi e sembrano umidi. Asciugando a bassa temperatura, la biancheria non esce bollente come da una vecchia asciugatrice. Al tatto sembra ancora un po’ umida, ma dopo cinque minuti all’aria è perfettamente asciutta. È l’equivoco più frequente delle prime settimane.
Costa di più all’acquisto. Duecento euro in più non sono pochi, e come abbiamo visto tornano indietro solo se la usi con regolarità.
Va tenuta pulita, altrimenti smette di asciugare. Questo è il punto più importante di tutti, e lo vediamo a parte.
Il filtro che quasi nessuno pulisce
Le asciugatrici a pompa di calore hanno due filtri, non uno. Il primo sta nell’oblò e va svuotato dopo ogni carico: quello lo fanno tutti. Il secondo è il filtro dello scambiatore, in basso dietro uno sportellino, e va sciacquato ogni un paio di mesi.
Se lo si dimentica, il risultato non è un guasto improvviso ma un peggioramento lento: i cicli si allungano, i panni escono umidi, i consumi salgono. Nove volte su dieci, l’asciugatrice che dopo due anni non asciuga più ha solo lo scambiatore intasato di lanugine. Su questo modello Bosch il filtro è in spugna e si sciacqua sotto il rubinetto in un minuto.
Va svuotata anche la vaschetta dell’acqua di condensa dopo ogni ciclo, oppure si collega lo scarico direttamente al tubo del lavandino con un kit da pochi euro: è la soluzione più comoda se l’asciugatrice sta vicino agli scarichi.
Dove metterla e come metterla in colonna
Un’asciugatrice a pompa di calore non ha bisogno del tubo di scarico verso l’esterno, quindi si può mettere ovunque ci sia una presa. Ha però bisogno di aria intorno: chiusa in un ripostiglio piccolo e senza ricambio, l’aria si scalda e il rendimento cala.
Se lo spazio è poco, la soluzione classica è la colonna sopra la lavatrice. Serve però il kit di sovrapposizione, cioè una piastra che si fissa fra i due apparecchi: non si possono impilare e basta, perché la lavatrice in centrifuga vibra e l’asciugatrice cadrebbe. Il kit costa qualche decina di euro e va scelto della misura giusta.
Un’alternativa da valutare, se lo spazio è davvero poco, è la lavasciuga: un solo apparecchio che fa entrambe le cose. Ne parliamo nella guida alle migliori lavasciuga, dove spieghiamo anche perché asciuga meno biancheria di quanta ne lavi.
Le due alternative da valutare
Restando in casa Bosch, ecco cosa cambia salendo o scendendo di fascia.
Bosch WTH85208II, 8 kg a pompa di calore
Stessa capacità e stessa tecnologia, con qualche programma in meno e una dotazione più essenziale. Intorno ai 430 euro è il modo più economico di entrare nella pompa di calore restando su una marca affidabile.
Vedi il prezzo su AmazonBosch Serie 6 WQG233D0II, 8 kg
Sale la classe energetica e migliora la gestione dei programmi delicati, con il filtro Easy Clean in spugna. Sui 600 euro ha senso per famiglie numerose che fanno più carichi al giorno.
Vedi il prezzo su AmazonPer il confronto con gli altri marchi e le altre capacità, vedi la guida alle migliori asciugatrici e l’approfondimento su come scegliere un’asciugatrice. Se invece devi rinnovare anche la lavatrice, abbiamo provato la Bosch Serie 4 della stessa famiglia, che si abbina in colonna.
Domande frequenti
Qual è l’asciugatrice che consuma meno?
Quelle a pompa di calore di classe A o superiore. A parità di classe le differenze fra marchi sono piccole: conta molto di più riempirla bene e tenere puliti i filtri.
Un’asciugatrice a pompa di calore rovina i vestiti?
Meno di una a condensazione, proprio perché lavora a temperatura più bassa. Restano fuori i capi in lana, la seta e tutto quello che riporta il simbolo del divieto di asciugatura in etichetta.
Serve lo scarico o la presa d’aria?
No, nessuno dei due. Raccoglie l’acqua in una vaschetta che si svuota a mano, oppure si collega allo scarico del lavandino con un tubo. Serve però un po’ di spazio libero intorno.
Quanti chili servono per una famiglia?
Otto chili coprono bene tre o quattro persone. Per due persone ne bastano sette, sopra le cinque conviene guardare i nove chili. Meglio abbondare: una macchina caricata a metà consuma proporzionalmente di più.
Il verdetto
La Bosch Serie 4 WTH85218II fa quello che deve senza fronzoli, ed è una scelta sensata per chi asciuga con regolarità. Va comprata sapendo due cose: che il ciclo dura quasi tre ore e che i panni escono tiepidi, il che spaventa le prime volte e poi diventa normale. In cambio si spende un terzo in bolletta rispetto a una condensazione e i tessuti durano di più. Se fai almeno due carichi a settimana, è la tecnologia giusta; se la useresti una volta ogni tanto, il conto non torna e conviene una condensazione economica.
