Asciugatrice Non Asciuga: le 5 Cause in Ordine di Probabilità

Asciugamani puliti e asciutti impilati ordinatamente

Apri l’oblò a fine ciclo, tocchi la maglietta ed è fresca. Ti sembra umida, la rimetti dentro e fai partire un altro giro. Due ore dopo la sensazione è la stessa, e ti convinci che l’asciugatrice si sia rotta.

Nella maggior parte dei casi non è rotta. I motivi per cui i panni sembrano umidi sono cinque, e vale la pena controllarli in ordine di probabilità invece di leggere l’ennesimo elenco di quindici cause messe alla rinfusa. Si parte da quello che risolve il problema nove volte su dieci e si scende, così in un quarto d’ora sai se devi chiamare un tecnico o se bastava una spazzola.

1. Non sono umidi, sono tiepidi (2 minuti)

Questo è l’equivoco numero uno, e riguarda soprattutto chi ha comprato un’asciugatrice nuova dopo averne avuta una vecchia.

Le asciugatrici a pompa di calore, che oggi sono quasi tutte, lavorano a temperature basse, attorno ai 50 gradi, per non rovinare i tessuti. I panni escono freschi al tatto. Quelle vecchie a resistenza arrivavano a 70 o 80 gradi e restituivano il bucato bollente: da lì l’abitudine mentale a associare “caldo” con “asciutto”.

La prova che toglie ogni dubbio: prendi il capo, appoggialo sul dorso della mano e tienilo dieci secondi. Se la mano resta asciutta, il panno è asciutto anche se sembra fresco. Se invece senti il palmo inumidirsi, allora c’è davvero acqua e si passa al punto successivo.

Attenzione soprattutto a cuciture, elastici, tasche e polsini: sono le zone che restano indietro sempre, anche a ciclo perfettamente riuscito, e sono quelle che tocchiamo per prime.

2. I panni partono troppo bagnati (5 minuti)

Se il problema e comparso da quando hai cambiato lavatrice o programma, la colpa non e dell’asciugatrice: e della centrifuga.

Il numero di giri decide quanta acqua resta nel bucato prima ancora che cominci l’asciugatura. A 1000 giri i tessuti trattengono attorno al 55% del loro peso in acqua; a 1400 giri si scende attorno al 45%. Sembra poco scritto cosi, ma significa litri di acqua in piu che l’asciugatrice deve togliere, e quindi cicli molto piu lunghi con panni che a fine programma sono ancora indietro.

La verifica e semplice: guarda a che giri centrifughi. Se sei sotto i 1200, alzali e rifai una prova. Sui capi delicati e giusto centrifugare piano, ma in quel caso metti in conto che l’asciugatura durera di piu ed e normale.

3. Il filtro che quasi nessuno pulisce (15 minuti)

Qui siamo alla causa numero uno dei cali di prestazioni dopo il primo o secondo anno. E il punto in cui la maggior parte delle persone scopre una cosa che non sapeva.

Le asciugatrici hanno due filtri, non uno. Il primo e quello nella porta, che tutti conoscono e svuotano a ogni carico. Il secondo sta in basso, dietro uno sportellino, e protegge lo scambiatore di calore. Quello va pulito ogni tre o quattro mesi, e nella pratica non lo pulisce quasi nessuno perche nessuno gli ha detto che esiste.

Quando lo scambiatore si intasa di lanugine, l’aria non circola piu e la macchina asciuga sempre peggio, allungando i cicli finche non ce la fa piu. Se la tua asciugatrice ha piu di un anno e non hai mai aperto quello sportellino in basso, comincia da li prima di chiamare chiunque.

Si apre a mano, si sfila il gruppo filtrante e si sciacqua sotto l’acqua corrente, lasciandolo asciugare bene prima di rimetterlo. Le lamelle dello scambiatore si liberano con una spazzola a setole morbide e lunghe: usare le dita o un aspirapolvere a bocchetta rigida rischia di piegarle, ed e un danno che non si ripara.

Per pulire lo scambiatore

Spazzola lunga per filtro asciugatrice

Setole morbide e manico lungo e sottile, che e esattamente quello che serve per arrivare fra le lamelle senza piegarle. Costa pochi euro e in molti casi restituisce all’apparecchio le prestazioni di quando era nuovo: e la spesa con il miglior rapporto fra costo e risultato di tutta questa lista.

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4. I sensori di umidita sporchi (10 minuti)

Se i cicli automatici finiscono troppo presto lasciando i panni indietro, mentre i programmi a tempo funzionano bene, il colpevole e quasi sempre questo.

Dentro il cestello ci sono due strisce metalliche, di solito vicino all’apertura. Sono i sensori che misurano quanta acqua c’e ancora nei tessuti e decidono quando fermarsi. Con il tempo si ricoprono di una patina fatta di calcare e residui di ammorbidente: a quel punto leggono male, credono che il bucato sia gia asciutto e chiudono il ciclo in anticipo.

Si puliscono in due minuti con un panno inumidito con aceto bianco, strofinando finche il metallo torna lucido. E una manutenzione da fare due o tre volte l’anno che nessun manuale mette in evidenza.

Il consiglio

Se usi l’ammorbidente a ogni lavaggio, sei tu la causa del problema al punto 4. L’ammorbidente lascia una pellicola sui tessuti che li rende idrorepellenti: l’acqua fatica a uscire, l’asciugatura si allunga e i sensori si sporcano piu in fretta. Riducilo alla meta, o toglilo del tutto se usi le palline di lana, che fanno lo stesso lavoro meccanicamente.

Per accorciare i tempi

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Oltre 2.500 valutazioni con media di 4,5 stelle. Separano i capi mentre il cestello gira, quindi l’aria calda passa meglio e i tempi si accorciano di una ventina di minuti sui carichi grandi. Sostituiscono l’ammorbidente, e per questo aiutano anche a tenere puliti i sensori.

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5. Il carico e l’ambiente (5 minuti)

Restano due cause che sembrano banali e invece pesano parecchio.

Il cestello troppo pieno. Se i panni non hanno spazio per rotolare, l’aria calda non li attraversa e restano bagnati a strati: fuori asciutti, dentro umidi. La regola pratica e riempire al massimo due terzi del cestello, non fino all’orlo. Un carico grosso diviso in due va piu veloce di uno solo strapieno.

La temperatura del locale. Questa vale la pena saperla adesso che arriva la stagione fredda: le asciugatrici a pompa di calore rendono molto meno sotto i 15 gradi. Se la tua sta in garage, in cantina o in una lavanderia non riscaldata, d’inverno i cicli si allungano e i panni escono meno asciutti che ad agosto, senza che sia successo niente all’apparecchio. Non e un guasto, e il principio fisico su cui funziona.

Quando invece e il caso di chiamare un tecnico

Se hai fatto tutti e cinque i controlli e la situazione non cambia, allora si passa alla parte che non si risolve da soli. I segnali che indicano un problema vero sono questi:

  • Il cestello gira ma non arriva aria calda, anche a filtri puliti: probabile guasto alla pompa di calore o alla scheda.
  • Acqua sul pavimento o serbatoio che non si riempie mai nonostante i cicli lunghi.
  • Rumori nuovi, come stridii o colpi ritmici: spesso cuscinetti o cinghia.
  • Il programma si interrompe con un codice di errore ricorrente.
  • Odore di bruciato: in questo caso stacca la spina e non riaccenderla.

Conviene ripararla o comprarne una nuova?

La regola che usano i tecnici e semplice: se la riparazione costa piu di un terzo del prezzo di una nuova, non conviene, soprattutto su un apparecchio che ha gia superato gli otto anni.

Nel concreto: sostituire una cinghia o una resistenza sono interventi da poche decine di euro piu manodopera, e su una macchina di quattro o cinque anni hanno senso. Un intervento sulla pompa di calore o sulla scheda elettronica invece arriva facilmente a cifre che, sommate all’uscita del tecnico, si avvicinano al costo di un modello nuovo di fascia media. In quel caso il ragionamento cambia, anche perche una macchina recente consuma sensibilmente meno.

Se sei arrivato alla conclusione che tanto vale sostituirla, nella guida alle migliori asciugatrici trovi i criteri per scegliere, e nella recensione della Bosch Serie 4 il ragionamento sul rientro dell’investimento fra pompa di calore e condensazione. Se invece il dubbio e piu generale, abbiamo scritto quando conviene riparare un elettrodomestico e quando sostituirlo.

Domande frequenti

Perche i panni escono umidi solo in alcuni punti?

Perche il carico era troppo pieno e i capi non hanno potuto rotolare liberamente, oppure perche cuciture, elastici e tasche doppie trattengono piu acqua del tessuto singolo e restano indietro anche a ciclo riuscito.

Ogni quanto va pulito il filtro dello scambiatore?

Ogni tre o quattro mesi con un uso normale, piu spesso se in casa ci sono animali o se asciughi molte coperte e asciugamani, che rilasciano parecchia lanugine.

Il programma automatico finisce troppo presto, cosa faccio?

Pulisci i sensori di umidita nel cestello con un panno e aceto bianco. Se il problema resta, usa per qualche ciclo un programma a tempo: se cosi i panni escono asciutti, la conferma e che i sensori leggono male.

E normale che d’inverno asciughi peggio?

Si, se l’apparecchio sta in un ambiente freddo. Sotto i 15 gradi le asciugatrici a pompa di calore perdono efficienza in modo evidente. Spostarla in un locale riscaldato, dove possibile, risolve.

Le palline di lana servono davvero o sono una moda?

Servono, ma non fanno miracoli. Separando i capi migliorano il passaggio dell’aria e accorciano i cicli, in genere di una decina o ventina di minuti sui carichi grandi. Non recuperano invece un filtro intasato o dei sensori sporchi.

In sintesi

Prima di dare per rotta l’asciugatrice, fai i cinque controlli in ordine: tocca il capo per capire se e davvero umido, guarda a che giri centrifughi, apri lo sportellino in basso e pulisci lo scambiatore, lucida i sensori con l’aceto, alleggerisci il carico. Sono meno di quaranta minuti e nella grande maggioranza dei casi il problema si chiude li, con una spesa di pochi euro.

Se dopo tutto questo il bucato esce ancora bagnato, allora hai un guasto vero, e almeno saprai di aver chiamato il tecnico per un motivo serio.

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