Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2026
Framework360 è una piattaforma italiana che mette in un unico abbonamento il sito, le landing page, le email, il CRM, i funnel di vendita e una decina di altre cose. Su Trustpilot ha 4,9 su 105 recensioni, e chi la usa parla quasi sempre bene dell’assistenza.
Detto questo, la domanda non è se sia una buona piattaforma. È se conviene a te, e la risposta dipende da un conto che puoi fare in due minuti guardando l’estratto conto della carta.
Il conto che decide tutto
Le piattaforme “tutto in uno” si valutano in un modo solo: contando quanti abbonamenti separati stai già pagando. Se ne paghi uno, una piattaforma completa è cara. Se ne paghi quattro, quasi sempre costa meno della somma.
Gli ordini di grandezza di quello che si paga separatamente, per un’attività piccola:
- Hosting e dominio per un sito decente: 5-15 euro al mese
- Un servizio di email marketing, su una lista da diecimila contatti: 20-60 euro al mese
- Un CRM anche basilare: 15-30 euro al mese
- Uno strumento per landing page e funnel: 20-40 euro al mese
- Una piattaforma per i corsi, se vendi formazione: 30-100 euro al mese
Framework360 parte da 23,20 euro al mese e copre tutte e cinque le voci. Il confronto onesto non è quindi “23 euro contro zero”, ma 23 euro contro la somma di quello che già spendi.
Da qui viene l’unica regola che conta:
- Se usi una cosa sola, per esempio ti serve solo un sito vetrina, questa piattaforma è sovradimensionata e costosa: un hosting con WordPress costa un terzo.
- Se ne usi tre o più, il conto gira a favore, e ci si aggiunge il tempo che non spendi a far parlare fra loro strumenti diversi.
Il risparmio nascosto è proprio lì, nelle integrazioni. Quando sito, modulo di contatto, email e anagrafica sono quattro servizi diversi, ogni collegamento fra loro è una cosa che si può rompere, e quando si rompe non sai mai a chi chiedere assistenza. Nella piattaforma unica quel problema non esiste, ed è il motivo per cui molti ci restano anche quando non è la scelta più economica sulla carta.
30 giorni, senza carta di credito
Non serve decidere adesso: la prova non chiede dati di pagamento e dura un mese. 4,9 su 105 recensioni su Trustpilot, hosting compreso, si parte da 23,20 euro al mese. Il test che consigliamo è rifare il tuo sito attuale dentro la piattaforma e cronometrare quanto ci metti.
Prova Framework360 gratisChe cosa c’è dentro
L’elenco completo è lungo e poco utile. Raggruppate per quello che servono a fare, le funzioni sono queste:
- Per farti trovare: costruttore di siti e di landing page a blocchi, blog, versioni multilingua, popup e moduli di contatto.
- Per vendere: negozio online, gestione delle vendite, funnel, carrello, e la parte di videocorsi e abbonamenti con area riservata.
- Per tenere i contatti: anagrafica clienti, email e SMS massivi, notifiche push, messaggi da più canali in un pannello solo.
- Per capire se funziona: monitoraggio delle conversioni, report scaricabili, calendario appuntamenti con promemoria automatici.
La parte che fa la differenza nell’uso quotidiano è l’automazione: si costruiscono percorsi visivi del tipo “se il cliente apre questa email ma non compra entro tre giorni, mandagliene un’altra e avvisami”. È la cosa che fa risparmiare più tempo e anche quella che richiede più pazienza per essere imparata.
L’hosting è compreso, quindi non servono spazio web, certificato di sicurezza e aggiornamenti da gestire. Per chi viene da WordPress questa è la differenza che si sente di più: non c’è niente da aggiornare e niente che si rompe dopo un aggiornamento.
Sui videocorsi c’è un dettaglio che cambia il conto e che merita un discorso a parte: la piattaforma non ospita i file video, li richiama da un servizio esterno. Ne abbiamo scritto nel dettaglio nella guida su come vendere videocorsi, dove c’è anche il conto completo per chi vuole aprire un corso.
I limiti, che nelle recensioni entusiaste non si leggono
Su Trustpilot il giudizio è molto alto e le lamentele su assistenza o fatturazione praticamente non ci sono, il che è un buon segno e non è scontato. Ma ci sono tre limiti strutturali, e non dipendono da quanto è fatta bene la piattaforma: dipendono da cosa significa usarne una.
1. Quello che costruisci non te lo porti via. È il punto più importante e vale per tutte le piattaforme di questo tipo, non solo per questa. L’anagrafica clienti si esporta, ma pagine, funnel e automazioni vanno rifatti da zero se un domani cambi. Più ci lavori dentro, più diventa costoso andarsene: è un matrimonio, non una convivenza. Va messo in conto il primo giorno, non il terzo anno.
2. Le funzioni avanzate hanno una curva di apprendimento. Costruire una pagina è facile, costruire un’automazione a più rami molto meno. È il limite che segnalano anche gli utenti soddisfatti, e non è un difetto del software: è che sono cose complicate di loro. Metti in conto la prima settimana per capire dove sta ogni cosa, perché un pannello che fa venti mestieri ha per forza venti menu.
3. È un ecosistema chiuso e italiano. Questo è insieme il pregio e il limite. Il pregio: fattura italiana, assistenza nel tuo fuso orario, dati in Europa. Il limite: non ha le migliaia di plugin di terze parti che ha WordPress, quindi se ti serve una funzione strana o l’integrazione con un gestionale poco diffuso, o la fanno loro o passi dalle API. Chi ha bisogni molto particolari lo scopre dopo aver firmato.
Un ultimo avvertimento sul prezzo: il listino è per ambiente. Se gestisci progetti separati che devono restare separati, ogni progetto è un abbonamento. Per un professionista con un solo sito non cambia niente, per un’agenzia sì, e va verificato prima.
Quanto costa
Tre piani, prezzi con pagamento annuale e IVA esclusa, riferiti a un singolo ambiente:
| Piano | Al mese | Cosa cambia |
|---|---|---|
| Startup | 23,20 € | 1 utente, 10.000 contatti, 20.000 email al mese, 5 domini |
| Business | 63,20 € | 5 utenti, 50.000 contatti, 100.000 email, 15 domini |
| Enterprise | 119,20 € | 10 utenti, 150.000 contatti, 350.000 email, 35 domini |
Le funzioni sono le stesse su tutti e tre i piani. Quello che cambia sono le quantità: contatti, email, utenti che possono entrare. È una scelta onesta, perché nella maggior parte dei servizi concorrenti le cose utili stanno nel piano di mezzo e si è costretti a salire.
Per quasi tutti il piano Startup basta, e si sale solo quando la lista contatti cresce davvero. Se il limite si avvicina, si possono comprare risorse aggiuntive senza cambiare pacchetto.
La prova è di 30 giorni e non chiede la carta di credito, e dopo l’attivazione ci sono 14 giorni di rimborso. È abbastanza per costruire il sito per intero e capire se ci si trova bene prima di pagare.
A chi conviene e a chi no
| Ha senso se | Lascia perdere se |
|---|---|
| Paghi già tre o più abbonamenti separati e vuoi accorparli | Ti serve solo un sito vetrina: un hosting con WordPress costa un terzo |
| Parti da zero e non vuoi imparare a gestire hosting e aggiornamenti | Hai già un sito che funziona e una lista email che va: rifare tutto costa più di quanto risparmi |
| Fatturi in Italia e vuoi fattura elettronica senza inversione contabile | Il tuo pubblico è tutto estero e l’assistenza in italiano non ti serve |
| Vendi corsi, abbonamenti o servizi con appuntamenti | Hai bisogni tecnici particolari e ti servono plugin di terze parti |
| Sei stufo che gli strumenti non si parlino fra loro | Non sopporti l’idea di dipendere da un fornitore solo |
Le alternative, in breve
- WordPress con i plugin. Costa meno se hai già il sito e sai gestirlo. Costa di più in tempo: aggiornamenti, compatibilità fra plugin, sicurezza. È la scelta giusta per chi ha competenze tecniche o un tecnico di fiducia.
- Le piattaforme americane all-in-one. Più ricche di funzioni e di integrazioni, ma si pagano in dollari, la fattura entra nel meccanismo dell’inversione contabile e l’assistenza risponde con sei ore di ritardo.
- I singoli strumenti migliori di categoria. Ognuno fa il suo lavoro meglio di qualunque soluzione integrata. Ha senso quando una funzione è il cuore del tuo lavoro e non accetti compromessi su quella.
Attiva la prova e fai la verifica sul campo
Se hai contato tre o più abbonamenti che potresti accorpare, il modo per esserne sicuro è uno solo: provare per trenta giorni senza pagare niente e vedere se la piattaforma copre davvero tutto quello che usi oggi. Dopo l’attivazione restano 14 giorni di rimborso.
Attiva la prova gratuitaLe domande che arrivano sempre
Serve saper programmare?
No. Le pagine si costruiscono trascinando blocchi e c’è un assistente che genera la prima bozza. Serve invece pazienza nella prima settimana: non per difficoltà tecnica, ma perché un pannello che gestisce venti cose ha venti menu e all’inizio si perde tempo a orientarsi.
Posso disdire quando voglio?
Sì, e i 14 giorni di rimborso dopo l’attivazione sono scritti nelle condizioni. La domanda vera però non è se puoi disdire: è cosa ti resta in mano se disdici, e la risposta è l’anagrafica clienti e i tuoi contenuti, non le pagine e le automazioni.
Posso rivenderla ai miei clienti?
Sì, la piattaforma prevede esplicitamente la rivendita, anche con il proprio marchio e al prezzo che si decide. È il motivo per cui la usano parecchie agenzie piccole: diventa un servizio da fatturare invece di un costo. Ma ricorda che il listino è per ambiente, quindi ogni cliente separato va contato.
I miei dati dove stanno?
In Europa, ed è la ragione pratica per cui molti professionisti italiani preferiscono un fornitore europeo: una complicazione in meno nel registro dei trattamenti, che è un adempimento che riguarda chiunque gestisca dati di clienti.
Posso importare quello che ho già?
I contatti sì, ed è la parte che conta davvero. Il sito no: va rifatto. È il costo nascosto del passaggio e va messo in conto insieme all’abbonamento, soprattutto se il sito attuale ha molte pagine.
In due righe
Framework360 non va valutata come software, va valutata come sostituzione. Se oggi paghi hosting, email marketing, CRM e uno strumento per le landing page, ventitré euro al mese costano meno della somma e ti tolgono il problema di farli parlare fra loro. Se invece paghi solo l’hosting, stai per comprare diciannove funzioni che non userai.
Il limite da accettare consapevolmente è uno solo, ed è sempre lo stesso con queste piattaforme: quello che costruisci dentro non te lo porti via. Non è un difetto nascosto, è la natura dello strumento, e conviene saperlo il primo giorno.
La prova gratuita dura 30 giorni senza carta di credito, ed è il modo giusto per decidere: rifai il tuo sito attuale dentro la piattaforma e guarda quanto ci metti. Se in un mese non ci riesci, hai la risposta senza aver speso niente.
Se il tuo obiettivo specifico è vendere formazione, il conto dettagliato con tutti i costi accessori è nella guida su come vendere videocorsi con una piattaforma italiana.
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