Hisense WDQE8014EVJM: la lavasciuga economica e i suoi due limiti

Cercando opinioni sulle lavasciuga si trovano discussioni intitolate “ma fanno davvero così schifo?” e “la famosa avversione per le lavasciuga”. Il pregiudizio esiste, è diffuso, e in parte è meritato.

La Hisense WDQE8014EVJM è una delle più vendute in Italia perché costa poco e fa due lavori in un metro quadro. Funziona, e a fine articolo dico per chi ha senso. Ma prima vanno messi in chiaro due numeri che decidono tutto, e che nella scheda del prodotto sono scritti in modo da non farsi notare.

Il verdetto

Hisense WDQE8014EVJM, lavasciuga 8+5 kg

La scelta giusta se hai posto per una macchina sola. Lava bene, ha il motore inverter che è la voce che conta per la durata, centrifuga a 1400 giri e costa quanto una lavatrice di fascia media. I due limiti da accettare: asciuga cinque chili contro gli otto che lava, quindi sui carichi pieni va alleggerita a metà ciclo, e per asciugare consuma acqua. Oltre cinquecento valutazioni con media 4,0.

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Primo numero: lava 8 chili, ne asciuga 5

Sta scritto anche nella descrizione del produttore, come “capacità 8+5 kg”, e sembra un dettaglio. Non lo è: è il fatto più importante di tutta la macchina.

Vuol dire che se riempi il cestello di bucato e fai partire il ciclo completo, a metà strada devi aprire e togliere circa un terzo dei panni, altrimenti l’asciugatura non funziona e i capi escono umidi a chiazze.

Non è una furbizia commerciale, è fisica: per asciugare, i panni devono rotolare liberamente e l’aria calda deve passare in mezzo. Un cestello pieno di roba bagnata e compattata non lascia spazio all’aria, e il centro del carico resta umido per quanto a lungo vada avanti il ciclo. Tutte le lavasciuga hanno questo limite, non solo questa: asciugano più o meno la metà di quello che lavano.

La conseguenza pratica, ed è quella che fa arrabbiare chi non lo sapeva: il ciclo “metti dentro e vai” esiste solo se lavi mezzo carico. Se lavi pieno, devi essere in casa a metà ciclo per togliere la differenza. Chi comprava una lavasciuga proprio per non pensarci si sente preso in giro, e si capisce.

Secondo numero: l’acqua che serve per asciugare

Questo non lo scrive quasi nessuno, e su una bolletta a consumo si vede.

Le lavasciuga di questa fascia asciugano a condensazione ad acqua: per togliere l’umidità dai panni devono raffreddare il vapore e trasformarlo in gocce, e per farlo usano un getto di acqua fredda del rubinetto. Quindi mentre asciuga, la macchina sta consumando acqua.

Le cifre di riferimento: un lavaggio normale sta fra i 40 e i 60 litri, ma il ciclo completo con asciugatura arriva fra i 75 e i 120 litri. Sono 30-50 litri in più ogni volta che asciughi.

Se sei in un condominio con contatore centralizzato la cosa passa inosservata, se hai il contatore tuo e fai due o tre asciugature a settimana, no.

Le asciugatrici separate a pompa di calore non hanno questo problema, perché raffreddano l’aria con un circuito chiuso invece che con l’acqua corrente. È la ragione tecnica per cui, quando c’è lo spazio, due macchine separate restano la soluzione migliore.

Cosa fa bene

Chiariti i due limiti, il resto del giudizio è positivo, e il motivo per cui questa macchina ha oltre cinquecento valutazioni è che il lavoro principale lo fa.

  • Lava bene. Millequattrocento giri di centrifuga sono lo standard delle lavatrici di fascia media, e sono anche il motivo per cui l’asciugatura poi funziona: più acqua viene tolta centrifugando, meno ne resta da evaporare.
  • Il motore inverter è la differenza fra una macchina che dura e una che si consuma: niente spazzole che si usurano, meno rumore, e su questo tipo di prodotto è la voce che conta di più per la durata nel tempo.
  • Il ciclo rapido. Dichiara lavaggio e asciugatura in un’ora e un programma da quindici minuti per un chilo di capi. Vanno letti per quello che sono: cicli per pochi capi poco sporchi, utilissimi per la camicia di domani, non per il bucato della famiglia.
  • Quindici programmi e funzione vapore, che nella pratica serve soprattutto a ridurre le pieghe e ad accorciare la stiratura.

La media dei giudizi è 4,0 stelle su oltre cinquecento valutazioni: non entusiasmante, ma per una macchina di questa fascia è un risultato onesto, e leggendo le critiche si ritrova quasi sempre il primo dei due numeri di cui sopra.

Se puoi spendere di più

Samsung Crystal WD90DG5B15BEET, 9+6 kg

Un chilo in più sia in lavaggio che in asciugatura, che sul carico pieno si sente, più il controllo dal telefono e il vapore igienizzante. Resta la stessa logica di fondo, cioè asciuga meno di quanto lava, ma con margini più larghi e una classe energetica migliore. 4,2 di media su oltre cento valutazioni.

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La classe energetica D

Sull’etichetta c’è una D, e conviene sapere cosa vuol dire senza allarmarsi troppo.

La scala europea è stata resa più severa qualche anno fa, quindi una D di oggi non è la D di una volta: le macchine in classe A sono poche e costano il doppio o il triplo. Nella fascia sotto i quattrocento euro la D è la norma, non l’eccezione.

Detto questo, il consumo c’è ed è concentrato nell’asciugatura, che è la fase che scalda. La regola pratica per spendere meno è una sola e vale per qualsiasi modello: centrifugare al massimo prima di asciugare. Ogni giro di centrifuga in più toglie acqua meccanicamente, che costa pochissimo, ed evita di doverla evaporare col calore, che costa molto.

L’altra regola è non usare l’asciugatura quando non serve: in primavera e in estate lo stendino fa lo stesso lavoro a costo zero, e la macchina va tenuta per i mesi in cui fuori non asciuga niente.

Per chi ha senso davvero

La lavasciuga non è una via di mezzo scadente fra due elettrodomestici: è la risposta a un problema preciso, cioè non avere lo spazio per due macchine. Se quel problema ce l’hai, questa macchina lo risolve a un prezzo basso. Se non ce l’hai, stai scegliendo il compromesso senza avere il motivo per farlo.

Funziona bene in un caso in particolare, ed è quello di cui parlano meglio anche le recensioni: usarla come lavatrice quasi sempre, e come asciugatrice solo quando serve, con carichi ridotti. Il maglione che serve domani, la tuta del bambino, le lenzuola quando piove da tre giorni. In quel modo il limite dei cinque chili non lo incontri mai, perché non stai asciugando otto chili di roba.

Va male, invece, per chi conta di asciugare tutto il bucato di una famiglia numerosa: lì servono due macchine, e il confronto è in migliori lavasciuga, dove mettiamo a confronto i modelli e le due tecnologie di asciugatura.

Se hai lo spazio, la strada migliore

Bosch WTH85218II, asciugatrice a pompa di calore

L’abbiamo provata e resta il riferimento: la pompa di calore asciuga senza consumare acqua e con una frazione dell’energia, perché ricicla il calore invece di produrlo di continuo. Affiancata a una lavatrice normale costa più di una lavasciuga e occupa il doppio, ma asciuga il carico intero e dura di più. Media 4,8.

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Comprala se
  • hai posto per una macchina sola e non due
  • asciughi ogni tanto, non tutti i giorni
  • siete in una o due persone
  • vuoi spendere poco e ti bastano le funzioni essenziali
Lascia perdere se
  • hai lo spazio per lavatrice e asciugatrice separate
  • devi asciugare il bucato di una famiglia numerosa
  • paghi l’acqua a consumo e asciugheresti spesso
  • non puoi essere in casa a metà ciclo per alleggerire il carico

In una riga: lava bene, costa poco e occupa un posto solo. In cambio asciuga la metà di quello che lava e per farlo consuma acqua. Se hai lo spazio per due macchine non è la scelta giusta; se non ce l’hai, a questo prezzo è difficile fare meglio.

Dove andare adesso

Se stai ancora decidendo fra una macchina sola e due separate, il confronto completo con le due tecnologie di asciugatura è in migliori lavasciuga, mentre le asciugatrici vere e proprie sono in migliori asciugatrici.

Se invece il problema è che il bucato steso in casa non asciuga e prende odore, abbiamo scritto due articoli che lo affrontano alla radice: perché il bucato sa di umido e lo stendino elettrico, che per una o due persone costa una frazione di una lavasciuga.

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