Arriva ottobre, fuori non si stende più, e in casa comincia il giro del bucato che sta appeso tre giorni e la sera è ancora umido. A quel punto quasi tutti fanno la stessa ricerca: lo stendino elettrico funziona davvero, e quanto mi costa tenerlo acceso.
Le risposte che si trovano online hanno un problema. Le prime pagine sono quasi tutte di fornitori di energia e portali che rispondono a una sola domanda, quella sul consumo in bolletta, perché è l’unica che li riguarda. Poi ci sono Reddit e i forum, pieni di gente che chiede se qualcuno l’ha provato davvero, ed è il segnale che una risposta seria non l’ha trovata neanche lei.
Allora facciamo i conti veri, con i numeri delle schede tecniche e il prezzo dell’energia di oggi. Anticipo la conclusione, perché è controintuitiva: lo stendino elettrico non fa risparmiare rispetto a un’asciugatrice moderna. Il suo vantaggio è un altro, ed è reale, ma non è quello che ti aspetti.
Le due famiglie, che vengono confuse di continuo
Sotto il nome “stendino elettrico” si vendono due oggetti molto diversi, e chi compra il primo pensando di prendere il secondo resta deluso.
Lo stendino a barre riscaldate è un normale stendibiancheria in cui i tubi si scaldano appena, di solito fra i 50 e i 60 gradi. Assorbe poco, dai 120 ai 300 watt, cioè come una vecchia lampadina o poco più. Non ha ventilazione: scalda i panni e basta, e l’acqua evapora nell’aria della stanza.
L’asciugatrice portatile a sacco è tutt’altro: una struttura pieghevole coperta da un telo, con dentro una ventola e una resistenza che soffia aria calda. Assorbe molto di più, attorno ai 1000-1200 watt, ma fa circolare l’aria e quindi asciuga in ore invece che in giorni. Resta però un sacco chiuso appoggiato in una stanza: l’umidità che tira fuori dai panni finisce comunque lì dentro casa.
I conti, fatti per davvero
Prendiamo un carico di bucato normale e il prezzo dell’energia che paga oggi una famiglia italiana, attorno ai 25 centesimi per kilowattora. I tempi sono quelli dichiarati dai produttori e confermati da chi li usa.
- Stendino a barre da 300 watt. Ci mette dalle 8 alle 10 ore per un carico. Sono circa 2,5 kilowattora, quindi una sessantina di centesimi.
- Asciugatrice a sacco da 1200 watt. Ci mette dalle 2 alle 3 ore. Sono circa 3 kilowattora, quindi fra i 70 e i 90 centesimi.
- Asciugatrice vera a pompa di calore. Un ciclo da 8 chili consuma fra 1,5 e 2 kilowattora, quindi fra i 40 e i 50 centesimi, in due o tre ore.
Il numero da guardare è il terzo. Un’asciugatrice a pompa di calore costa meno per carico sia dello stendino elettrico sia del sacco, e ti restituisce i panni pronti da piegare invece che tiepidi e da controllare. Non è un’opinione: è quello che succede quando confronti il consumo per singolo carico invece del consumo all’ora.
L’errore che fanno quasi tutti gli articoli che trovi in giro è proprio questo: confrontano i watt. Lo stendino ne assorbe 300 e l’asciugatrice 2000, quindi sembra ovvio che il primo convenga. Ma i watt vanno moltiplicati per le ore, e lo stendino di ore ne vuole dieci. È come dire che una macchina che va a 30 all’ora consuma meno di una che va a 130, senza chiedersi quanto tempo resta accesa per fare la stessa strada.
Allora perché comprarlo?
Perché il confronto onesto non è sui consumi, è sulla spesa iniziale e sullo spazio. Un’asciugatrice a pompa di calore costa diverse centinaia di euro, pesa, va collegata, e in molte case semplicemente non c’è il posto dove metterla. Uno stendino elettrico costa una frazione, si piega e si mette dietro una porta.
Quindi la frase giusta è: lo stendino elettrico non è un’asciugatrice che consuma meno, è un modo per non comprare l’asciugatrice. Se la spesa iniziale o lo spazio sono il tuo vincolo, ha perfettamente senso. Se stai scegliendo fra i due solo per risparmiare in bolletta, stai scegliendo per il motivo sbagliato.
Il problema di cui non parla nessuno: dove finisce l’acqua
Questa è la parte che le schede prodotto saltano, e che invece decide se sarai contento dell’acquisto.
Un carico di bucato centrifugato contiene ancora fra uno e tre litri di acqua. Quando lo asciughi in casa, quell’acqua non sparisce: evapora e resta nell’aria della stanza. Un’asciugatrice vera la raccoglie in una tanica o la manda nello scarico, e questa è la differenza vera fra i due sistemi, molto più del consumo.
Le conseguenze sono due, e chi ha comprato lo stendino elettrico le scopre dopo. La prima è che l’asciugatura si ferma da sola. Quando l’aria della stanza è satura, i panni smettono di cedere acqua per quanto tu scaldi le barre, ed è il motivo per cui a tanti “non asciuga” e finiscono a lamentarsi nelle recensioni. La seconda è che quell’umidità va a condensare sulle superfici fredde: i vetri la mattina, gli angoli, il muro dietro l’armadio.
Se ti interessa capire il meccanismo per intero, ne abbiamo parlato nell’articolo sulla condensa sui vetri, dove trovi anche perché la finestra socchiusa a vasistas è il modo peggiore di arieggiare.
Qualsiasi modello tu scelga, mettilo in una stanza piccola con la porta chiusa e la finestra aperta a fessura, oppure con un deumidificatore acceso dentro. Il bucato asciugherà molto più in fretta, perché stai togliendo l’acqua dall’aria invece di lasciarla lì, e il resto della casa non se ne accorge. È la differenza fra sei ore e dodici, sullo stesso apparecchio.
Il modello che ha più senso comprare
Nella categoria c’è parecchia roba mediocre, e si vede dalle medie: molti stendini a barre stanno sotto le quattro stelle, che per un oggetto così semplice è un brutto segno. Il prodotto con la reputazione migliore, e di gran lunga il più venduto, è l’asciugatrice a sacco di Newlux.
Newlux Secadry, asciugatrice portatile da 1200 W
Con 1.289 valutazioni e una media di 4,3 stelle è il riferimento della categoria, e la differenza rispetto ai concorrenti si sente nella struttura in acciaio invece che in plastica flessibile. Riscaldamento ceramico PTC con ventilazione a 360 gradi, timer regolabile da 60 a 180 minuti e spegnimento automatico, capacità dichiarata di 10 chili di bucato. Il telo arriva fino alle ruote, quindi il calore non scappa dai lati come nei modelli a pallone, e il ripiano centrale si toglie per appendere i capi lunghi senza piegarli.
Vedi su AmazonVa detto anche cosa non è: resta un sacco di tessuto con dentro una ventola, quindi non aspettarti il silenzio di un’asciugatrice moderna né i panni morbidi come col ciclo antipiega. Fa il suo lavoro, in due o tre ore, e questo è quello che deve fare.
La lampada ultravioletta che trovi pubblicizzata nella scheda è la parte su cui sarei più tiepido: in una fase così breve e dentro un tessuto che fa ombra, non aspettarti effetti di sanificazione paragonabili a un lavaggio a 60 gradi. Consideralo un accessorio, non un motivo per scegliere il prodotto.
Se invece cerchi la spesa minima
L’alternativa è lo stendino a barre riscaldate, che costa molto meno all’acquisto e assorbe poco alla volta, ma richiede la pazienza di lasciarlo lavorare tutta la notte.
Wintem 300 W, stendino verticale a torre
Tre ripiani sovrapposti in verticale, quindi occupa pochissimo spazio a terra: è pensato per chi ha un bagno o un ripostiglio stretto e non ha dove aprire uno stendino tradizionale. I 300 watt lo rendono economico da tenere acceso a lungo, ed è il suo modo di lavorare: si carica la sera e la mattina il bucato è pronto. La media di 3,9 stelle su oltre 300 valutazioni racconta però un prodotto che divide, e quasi sempre chi si lamenta si aspettava tempi da asciugatrice: con questa categoria vanno messe in conto otto ore.
Vedi su AmazonL’acquisto che raddoppia il risultato
Se stendi in casa tutto l’inverno, il pezzo che cambia davvero le cose non è un altro stendino: è qualcosa che tolga dall’aria l’acqua che i panni rilasciano. Con un deumidificatore acceso nella stessa stanza i tempi si dimezzano, e soprattutto smetti di ritrovarti la condensa sui vetri della camera accanto.
COMFEE’ 12L/24h, per la stanza dove stendi
Dichiarato fino a 20 metri quadri, quindi giusto per un bagno, un ripostiglio o una stanza singola. Ha l’umidostato, cioè imposti la percentuale e si spegne da solo quando la raggiunge, invece di lavorare tutta la notte a vuoto. Con lo scarico continuo collegato non devi neanche svuotare la tanica. Acceso vicino allo stendino fa il lavoro che l’asciugatrice fa con la tanica: toglie l’acqua dall’aria invece di lasciarla girare per casa.
Vedi su AmazonSe invece il problema riguarda tutta la casa e non la stanza del bucato, la taglia da 20 litri è quella corretta: ne parliamo nella recensione del COMFEE’ da 20 litri e nella guida ai migliori deumidificatori.
- Non hai spazio per un’asciugatrice, e non lo avrai
- La spesa iniziale di un’asciugatrice è fuori portata adesso
- Stendi in casa solo da novembre a marzo, non tutto l’anno
- Sei in affitto e non vuoi comprare elettrodomestici grossi
- Ti serve per una seconda casa o per pochi capi alla volta
- Lo compri per risparmiare in bolletta: costa più per carico
- Hai già la muffa o la condensa, perché peggiora entrambe
- Fai tre o quattro lavatrici a settimana tutto l’anno
- Ti aspetti panni morbidi e senza pieghe come dall’asciugatrice
- L’unico posto dove metterlo è la camera da letto
In una riga: È il modo di non comprare l’asciugatrice quando spazio e budget non ci sono. Non è il modo di spendere meno di corrente.
Come farlo rendere il doppio
Tre accorgimenti che non costano niente e cambiano i tempi più di qualsiasi differenza fra un modello e l’altro.
Centrifuga al massimo che il tessuto sopporta. È l’intervento che conta di più in assoluto e avviene prima, in lavatrice. A 1000 giri i panni escono con circa il 55% del loro peso in acqua, a 1400 giri con il 45%. Su un carico sono un paio di litri in meno da far evaporare, cioè ore di stendino risparmiate e corrente non consumata.
Non ammassare. Un capo appoggiato su un altro non asciuga in nessuno dei due punti di contatto, e la muffa dei tessuti nasce lì. Meglio due turni distanziati che uno solo pieno: paradossalmente ci metti meno tempo totale.
Stanza piccola e chiusa, non il salotto. In un bagno da quattro metri quadri l’aria si satura in fretta, sì, ma se hai la finestra a fessura o il deumidificatore quella stanza diventa una piccola camera di asciugatura efficiente. In salotto disperdi il calore in cinquanta metri cubi e l’umidità te la ritrovi in tutta la casa.
Domande frequenti
Quanto consuma uno stendino elettrico in un’ora?
Dipende dal tipo. Un modello a barre riscaldate assorbe fra 120 e 300 watt, quindi meno di 8 centesimi all’ora ai prezzi attuali. Un’asciugatrice a sacco assorbe attorno ai 1200 watt, quindi circa 30 centesimi all’ora. Il numero che conta però non è quello orario, è quanto costa asciugare un carico intero: lì i due si avvicinano molto, perché il primo resta acceso tre volte più a lungo.
Consuma di più lo stendino elettrico o l’asciugatrice?
Per singolo carico, un’asciugatrice a pompa di calore moderna consuma meno di entrambi: 1,5-2 kilowattora contro i 2,5-3 dello stendino. Il confronto cambia solo se lo paragoni a una vecchia asciugatrice a condensazione senza pompa di calore, che di kilowattora ne beve 4 o 5.
In quanto tempo asciuga uno stendino elettrico?
Il modello a barre riscaldate vuole dalle 8 alle 10 ore per un carico, ed è pensato per lavorare di notte. L’asciugatrice a sacco sta fra le 2 e le 3 ore. In entrambi i casi i tempi si allungano parecchio se la stanza è umida e non arieggiata, e si accorciano se centrifughi a 1400 giri.
Si può lasciare acceso tutta la notte?
I modelli seri hanno il termostato e lo spegnimento automatico, e sono progettati per farlo. Vanno però rispettate le regole di sempre: presa a muro e non prolunghe sottili o multiprese cariche, niente capi appoggiati direttamente sulle resistenze, e nessun tessuto sintetico leggero a diretto contatto con le barre. Se l’apparecchio scalda in modo strano o sente di bruciato al primo utilizzo, va reso.
Fa venire la muffa in casa?
Non lui direttamente, ma l’acqua che libera nell’aria sì, se quella stanza resta chiusa e non arieggiata. È il motivo per cui in questo articolo insistiamo su finestra a fessura o deumidificatore: usato bene non crea nessun problema, usato in una stanza sigillata è una delle cause più comuni di muffa negli angoli.
Asciuga anche piumoni e capi pesanti?
I modelli a sacco sì, con tempi più lunghi e mettendone uno alla volta. Gli stendini a barre no, o meglio: ci mettono così tanto che il capo rischia di prendere odore di chiuso prima di essere asciutto. Per il piumone, se non hai l’asciugatrice, resta più sensata la lavanderia a gettoni.
In conclusione
Lo stendino elettrico funziona, ma va comprato per il motivo giusto. Non è il modo di spendere meno di corrente, e chi te lo racconta così sta guardando i watt invece dei kilowattora: per singolo carico un’asciugatrice moderna costa meno di lui. È il modo di risolvere il bucato invernale quando un’asciugatrice non ci sta o non è nel budget, e per quello va benissimo, con una spesa iniziale che è una frazione.
Se scegli il sacco ventilato hai i panni pronti in due o tre ore e paghi di più all’ora. Se scegli le barre riscaldate paghi pochissimo all’ora e ti organizzi per il giorno dopo. In tutti e due i casi, la cosa che fa davvero la differenza fra un risultato buono e uno deludente non è il modello: è cosa fai dell’acqua che esce dai panni. Stanza piccola, porta chiusa, aria che si rinnova. Fatto questo, funzionano tutti meglio di quanto dicano le recensioni negative.
Se il tuo problema è più ampio dei panni stesi, trovi il quadro completo nell’articolo sulla condensa sui vetri. E se stai valutando il salto all’asciugatrice vera, la guida alle asciugatrici parte proprio dalle pompe di calore.
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