C’è una scena che si ripete in migliaia di case italiane ogni autunno. Arriva il deumidificatore nuovo, quello da 20 litri al giorno, lo si accende la sera con una certa soddisfazione, e la mattina dopo si va a controllare la tanica aspettandosi di trovarla piena. Dentro ci sono due dita d’acqua. Il primo pensiero è sempre lo stesso: me ne hanno venduto uno difettoso.
Quasi mai è difettoso. Il problema è che quel numero sulla scatola non vuol dire quello che sembra, e nessuno lo spiega prima dell’acquisto. Questa recensione del COMFEE’ da 20 litri parte proprio da lì, perché è la cosa che fa restituire il prodotto a chi invece avrebbe fatto un buon affare.
I 20 litri al giorno non li vedrai mai, ed è normale
La capacità di deumidificazione dichiarata da tutti i produttori, non solo da COMFEE’, si misura in laboratorio, in condizioni estreme: aria attorno ai 30 gradi con l’80% di umidità. Una serra, praticamente. È una misura utile per confrontare due modelli fra loro, è inutile per capire quanta acqua raccoglierai tu.
In un appartamento italiano di novembre le condizioni sono ben diverse: 19 o 20 gradi, umidità fra il 60 e il 70%. In quello scenario un apparecchio da 20 litri dichiarati ne raccoglie realisticamente fra i 6 e gli 8 al giorno, lavorando a pieno regime. Non è un guasto, è fisica: meno l’aria è calda e umida, meno acqua c’è da togliere.
Questo cambia il modo di leggere la scheda tecnica. Il “20 litri” non è una promessa, è un indicatore di potenza: dice che quella macchina ha un compressore grosso abbastanza da tenere sotto controllo una casa vera anche quando le cose si mettono male, senza andare al massimo per venti ore di fila. Un 10 litri nella stessa casa ci arriverebbe lo stesso, ma lavorando sempre al limite, facendo più rumore e durando meno.
COMFEE’ MDDF-20DEN7-WF, 20 L/24h
Copre fino a 40 metri quadri, tanica da 3 litri, gas refrigerante R290, WiFi con app e comandi Alexa, filtro lavabile e ruote piroettanti. Oltre 6.800 valutazioni su Amazon con media di 4,4 stelle.
Vedi su AmazonA chi serve davvero questo modello, e a chi no
Ha senso se hai una casa dai 60 metri quadri in su e vuoi un solo apparecchio da spostare fra le stanze; se combatti con la muffa negli angoli delle pareti esterne o dietro gli armadi; se in inverno stendi i panni dentro casa e ti ritrovi i vetri che gocciolano; se hai un seminterrato, una taverna o una lavanderia che sanno di chiuso.
Non ha senso se devi trattare una sola camera da letto piccola: è sovradimensionato, ingombrante e ti darebbe fastidio di notte. Non ha senso nemmeno se speri di risolvere una infiltrazione: se l’acqua entra da fuori, un deumidificatore non fa che asciugare all’infinito un muro che continua a bagnarsi, con la bolletta che sale e il problema che resta.
Com’è fatto e cosa sa fare
È alto poco più di mezzo metro (51 cm) e occupa un quadrato di 35 per 24,5 cm a terra, quindi in un angolo sparisce. Le ruote piroettanti non sono un dettaglio da poco: pesa parecchio e senza ruote lo lasceresti sempre nella stessa stanza, che è l’errore più comune.
La tanica da 3 litri è il vero limite pratico. Nei giorni umidi la riempi in mezza giornata e va svuotata a mano, con la macchina che nel frattempo si ferma. Per questo vale la pena usare lo scarico continuo: si attacca un tubo e si fa finire l’acqua in uno scarico o in un secchio grande, e l’apparecchio non si ferma più.
Il WiFi con app e Alexa sembra una funzione da tecnologici, ma è utile proprio a chi tecnologico non è: puoi accenderlo mezz’ora prima di rientrare, o spegnerlo dal letto senza alzarti. Il gas R290 è quello di nuova generazione, meno inquinante, e sui consumi si comporta bene.
Quanto costa tenerlo acceso davvero
È la seconda domanda che si fanno tutti, e anche qui le schede tecniche restano vaghe. Un deumidificatore di questa taglia assorbe fra i 300 e i 400 watt quando il compressore lavora. Facendo il conto con un prezzo dell’energia attorno ai 25 centesimi al kilowattora, otto ore di funzionamento pieno costano circa 70 centesimi al giorno, cioè poco più di 20 euro al mese.
Nella pratica si spende meno, perché una volta raggiunta l’umidità impostata il compressore si ferma e riparte solo quando serve. Ecco perché impostare il valore giusto conta più di qualsiasi altra cosa: chiedere il 40% a una casa normale significa tenere la macchina accesa in eterno, mentre fra il 50 e il 55% si sta bene, la muffa non cresce e il compressore riposa parecchio.
Se lo compri soprattutto per asciugare i panni stesi in casa, chiudi la porta della stanza dove stendi e mettilo lì dentro con il bucato. In una stanza chiusa i panni asciugano in cinque o sei ore e il resto della casa resta pulito dall’umidità. Lasciando le porte aperte fai lavorare la macchina su tutto l’appartamento e ci metti il doppio. Se invece l’asciugatura dei panni è il tuo problema principale tutto l’anno, valuta se non ti convenga piuttosto una asciugatrice a pompa di calore, che a parità di corrente ti restituisce i panni pronti da piegare.
Il rumore, che è il motivo più frequente dei resi
Qui bisogna essere onesti: un deumidificatore a compressore non è un apparecchio silenzioso, e questo vale per tutti i modelli di questa fascia, non solo per il COMFEE’. Alla velocità minima è un fruscio sopportabile, simile a un frigorifero un po’ vecchio; alla massima si sente eccome, e c’è anche lo scatto del compressore che parte e si ferma.
In salotto, in taverna o in una stanza dove non dormi nessuno se ne lamenta. In camera da letto di notte è un’altra storia, e chi lo compra per la camera è quasi sempre chi poi lo restituisce. Se il tuo problema è la condensa sui vetri della camera, ti serve un modello pensato apposta per il silenzio, non il più potente.
Pregi e difetti, senza girarci intorno
Quello che fa bene: tiene sotto controllo una casa intera senza affannarsi, si sposta con facilità grazie alle ruote, si comanda dal telefono anche da fuori casa, il filtro si lava sotto l’acqua invece di comprarne di nuovi, e con lo scarico continuo diventa un apparecchio che si dimentica acceso.
Quello che fa meno bene: la tanica da 3 litri è piccola per la potenza che ha; il rumore alla massima velocità è quello che è; l’app funziona ma non è un gioiello di eleganza; e come tutti i deumidificatori a compressore rende molto meno sotto i 15 gradi, quindi in un garage non riscaldato a gennaio non aspettarti miracoli.
Le due alternative che ha senso considerare
Se dopo tutto questo pensi che il 20 litri sia troppo per casa tua, queste due coprono gli altri due scenari tipici.
Pro Breeze 12 L/giorno
Taglia intermedia adatta ad appartamenti fino a 60 metri quadri circa, display digitale con lettura dell’umidità, modalità per il bucato e spegnimento automatico a tanica piena. Ha superato le 9.600 valutazioni con media 4,5 stelle, è il metro di paragone della categoria.
Vedi su AmazonMeaco MeacoDry ABC 10 L
Dichiarato a 35 decibel alla velocità minima, cioè la fascia dove il rumore smette di essere un problema di notte. Capacità inferiore, ma è la scelta giusta se il tuo obiettivo è la condensa sui vetri della camera e non l’umidità di tutta la casa.
Vedi su AmazonSe invece non hai ancora deciso quale taglia fa per te, nella nostra guida ai migliori deumidificatori trovi il ragionamento completo su metri quadri, litri e tipi di apparecchio.
Domande frequenti
Perché il deumidificatore non raccoglie più acqua?
Nella maggior parte dei casi perché ha già fatto il suo lavoro: se l’umidità della stanza è scesa al valore che hai impostato, il compressore si ferma e la tanica smette di riempirsi. Le altre cause comuni sono la temperatura troppo bassa (sotto i 15 gradi la resa crolla), il filtro sporco e le finestre lasciate aperte.
Come faccio a capire se funziona davvero?
Chiudi porte e finestre della stanza, imposta l’umidità al minimo consentito e lascialo andare due ore alla massima velocità. Se in quel tempo non ha raccolto nulla e l’aria è calda e umida, allora c’è un problema. Un igrometro da pochi euro è il modo più semplice per avere numeri invece che impressioni.
Quanti metri quadri copre un modello da 20 litri?
Il produttore dichiara fino a 40 metri quadri, ma il dato realistico dipende dall’altezza dei soffitti e da quanto è umida la casa. In un appartamento normale con soffitti standard, un 20 litri gestisce bene una zona giorno ampia oppure due o tre stanze comunicanti.
Ci sono controindicazioni a tenerlo sempre acceso?
Scendere sotto il 40% di umidità rende l’aria secca e fastidiosa per gola e occhi, e a lungo andare non fa bene nemmeno ai mobili in legno. La fascia giusta per una casa abitata sta fra il 45 e il 55%: si respira bene e la muffa non ha le condizioni per crescere.
COMFEE’ è una marca affidabile?
È il marchio con cui il gruppo Midea, uno dei più grandi produttori mondiali di climatizzazione, vende in Europa la fascia accessibile. Non è una marca di prestigio, ma la componentistica arriva dalla stessa filiera di prodotti che costano il doppio, e le migliaia di valutazioni positive raccolte negli anni raccontano di apparecchi che durano.
Meglio un deumidificatore o l’asciugatrice per i panni?
Sono due strumenti diversi. Il deumidificatore asciuga i panni stesi e nel frattempo protegge la casa dalla muffa, ma ci mette diverse ore. L’asciugatrice restituisce il bucato pronto in un ciclo, ma costa di più e serve solo a quello.
Un chiarimento utile, perche l’equivoco e frequente: il deumidificatore toglie acqua dall’aria, il purificatore trattiene polveri e allergeni. Sono due apparecchi diversi e non si sostituiscono. Se ti serve il secondo, ne parliamo nella recensione del purificatore d’aria Levoit.
- Hai una casa dai 60 metri quadri in su
- Combatti con la muffa negli angoli o dietro gli armadi
- D’inverno stendi i panni dentro casa
- Hai un seminterrato, una taverna o una lavanderia
- I vetri gocciolano e il problema torna ogni anno
- Devi trattare solo una camera da letto: è sovradimensionato e rumoroso
- Il problema è un’infiltrazione: qui non serve a niente
- Ti aspetti di raccogliere davvero 20 litri al giorno
- Hai bisogno di silenzio di notte nella stanza dove dormi
- Hai poco spazio: è alto mezzo metro e ingombra
In una riga: Ottimo per una casa intera con muffa o panni stesi dentro. Sbagliato per la camera da letto e inutile contro le infiltrazioni.
Il verdetto
Il COMFEE’ da 20 litri è un buon acquisto per chi ha capito cosa sta comprando: una macchina di potenza adeguata a una casa vera, comoda da spostare, comandabile dal telefono, che tiene lontana la muffa per una ventina di euro di corrente al mese usata con criterio.
Non è la scelta giusta per la camera da letto, non risolve le infiltrazioni e non riempirà mai la tanica di venti litri in un giorno. Ma nessun deumidificatore lo fa, e il fatto che quasi nessuno lo scriva è il vero motivo per cui tanta gente resta delusa da un prodotto che invece funziona.
Se la muffa è già comparsa sui muri, prima di comprare qualsiasi cosa vale la pena leggere anche i nostri consigli su come intervenire sulle pareti, perché togliere l’umidità dall’aria e risanare un muro già intaccato sono due lavori distinti.
Se il tuo problema si manifesta soprattutto con i vetri bagnati la mattina, prima di scegliere la taglia leggi come capire da dove arriva davvero quell’umidità: in certi casi il deumidificatore non è la risposta giusta.
Un uso a cui in pochi pensano è la stanza dove si stende il bucato d’inverno: acceso lì dentro dimezza i tempi di asciugatura, come spieghiamo nella recensione dello stendino elettrico.
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