Il bagno è la stanza dove il riscaldamento centralizzato arriva sempre per ultimo e se ne va per primo. La mattina alle sette ci sono quattro gradi meno che nel resto della casa, e uscire dalla doccia diventa la parte peggiore della giornata. Da qui la ricerca del termoventilatore, che costa poco, scalda in due minuti e si accende solo quando serve.
Le guide che si trovano online rispondono quasi tutte alla stessa domanda, quella sui consumi, perché a scriverle sono i fornitori di energia. È una domanda legittima e più avanti facciamo i conti. Ma c’è una domanda che viene prima e che quasi nessuno affronta, tanto che chi se la pone finisce a chiederlo su Reddit o nei forum degli elettricisti: quale termoventilatore si può davvero tenere in un bagno, e a che distanza dalla doccia.
Non è una questione da pignoli. In bagno ci sono acqua, vapore e piedi bagnati, e la legge italiana su questo è precisa: divide il bagno in zone e stabilisce cosa si può mettere in ciascuna. La cosa curiosa è che moltissimi apparecchi venduti come “da bagno” non sono adatti a stare dove la gente li mette.
Le zone del bagno, spiegate in modo comprensibile
La norma tecnica che regola gli impianti elettrici nei locali da bagno divide la stanza in quattro aree, in base alla distanza da vasca e doccia. Semplificando:
- Zona 0: dentro la vasca o dentro il piatto doccia. Qui non ci va nulla che non sia a bassissima tensione.
- Zona 1: lo spazio sopra la vasca o la doccia, fino a 2,25 metri di altezza.
- Zona 2: la fascia larga 60 centimetri tutto attorno alla zona 1.
- Fuori zona: tutto il resto del bagno, cioè oltre quei 60 centimetri.
La regola pratica che ti serve è una sola: oltre 60 centimetri dal bordo della doccia o della vasca sei fuori dalle zone critiche. Dentro quei 60 centimetri servono apparecchi con una protezione specifica, e quasi nessun termoventilatore da appoggio ce l’ha.
La sigla IP, che è il numero da guardare davvero
Su ogni apparecchio elettrico c’è una sigla tipo IP21 o IP24. Sono due cifre e la seconda è quella che conta in bagno, perché dice quanta acqua l’apparecchio sopporta.
| Sigla | Cosa sopporta | Dove puoi metterlo |
|---|---|---|
| IP21 | Solo gocce che cadono dall’alto | Oltre 60 cm da doccia e vasca |
| IP24 | Spruzzi da qualsiasi direzione | Anche nella fascia dei 60 cm |
| IP65 | Getti d’acqua diretti | Praticamente ovunque |
Qui sta l’equivoco che rende utile questo articolo. La maggior parte dei termoventilatori da appoggio venduti “per il bagno” è IP21, cioè protetta soltanto dal gocciolamento verticale. Va benissimo appoggiata vicino al lavandino o dietro la porta, e non va bene accanto al box doccia, dove gli spruzzi arrivano di lato.
Se lo vuoi vicino alla doccia, o se il bagno è così piccolo che i 60 centimetri non ci stanno, ti serve un IP24, e conviene saperlo prima di comprare invece che dopo.
Non usare un termoventilatore stando dentro la vasca o la doccia, nemmeno per pochi secondi e nemmeno se è IP65. Non toccarlo con le mani bagnate. Non appoggiarlo su un tappetino umido né orientarlo verso l’acqua. E verifica che la presa del bagno sia protetta da un interruttore differenziale, quello che comunemente si chiama salvavita: negli impianti fatti a regola d’arte c’è, in quelli molto vecchi non sempre.
Quanto costa tenerlo acceso (buone notizie)
La paura del consumo è quello che frena la maggior parte delle persone, e in questo caso è una paura mal riposta. Il termoventilatore è un apparecchio che assorbe molto, fra i 1500 e i 2000 watt, ma lo tieni acceso pochissimo, ed è la moltiplicazione delle due cose che conta.
Ai prezzi attuali dell’energia, attorno ai 25 centesimi per kilowattora:
- Quindici minuti a 2000 watt sono mezzo kilowattora, cioè circa 12 centesimi.
- Usato così ogni mattina per un mese intero, fra i 3 e i 4 euro.
- Anche mezz’ora al giorno resta sotto gli 8 euro al mese.
Il paragone che serve è con l’alternativa vera: accendere il riscaldamento centralizzato di tutta la casa alle sei del mattino per avere il bagno tiepido alle sette. Quella costa molto di più, perché scaldi tutte le stanze per usarne una. Il termoventilatore in bagno è uno dei pochi casi in cui il riscaldamento elettrico, che di solito è il più caro, diventa la scelta economica: perché scalda un metro cubo per dieci minuti invece di cento metri cubi per due ore.
Il discorso cambia completamente se pensi di usarlo come riscaldamento principale di una stanza per tutta la giornata: in quel caso i numeri diventano pesanti, e ne abbiamo parlato nella guida alle stufe elettriche.
Da appoggio o fisso a parete?
È la scelta che determina tutto il resto.
Da appoggio. Costa poco, lo sposti dove vuoi, d’estate lo metti in cantina. Gli svantaggi sono che occupa spazio a terra proprio dove sei scalzo e bagnato, che si può ribaltare (i modelli seri hanno lo spegnimento automatico in caso di caduta, verifica che ci sia) e che quasi sempre è IP21, quindi va tenuto lontano dalla doccia.
Fisso a parete. Si monta in alto, fuori dalla portata degli spruzzi e dei bambini, non ingombra e i modelli pensati per il bagno sono IP24. Costa di più e va montato, ma se il bagno è piccolo è l’unica soluzione che rispetta davvero le distanze. Molti hanno il timer, così si accende da solo dieci minuti prima della sveglia.
Quale comprare
Dreo, ceramico IP24 da 1500 W
È il caso raro in cui il prodotto più venduto è anche quello messo meglio sulla carta: oltre 10.000 valutazioni con una media di 4,7 stelle, che in questa categoria non ha paragoni. La cosa che conta per noi è che sia IP24, quindi protetto dagli spruzzi e non solo dalle gocce: puoi tenerlo anche vicino alla doccia senza problemi. Riscaldamento ceramico PTC, termostato, timer fino a 12 ore, spegnimento automatico in caso di ribaltamento o surriscaldamento, e 34 decibel dichiarati, che per un termoventilatore è davvero poco.
Vedi su AmazonSe il bagno è piccolo e non vuoi un apparecchio a terra fra i piedi, la strada è il modello fisso.
Radialight TOUCH, da parete con portasalviette
Pensato specificamente per il bagno e non adattato: IP24, montaggio a parete in alto, comandi touch e termostato digitale. Ha due funzioni che in bagno cambiano la giornata: l’accensione programmata, per trovare la stanza già tiepida alla sveglia, e il sensore di presenza, che lo accende quando entri e lo spegne quando esci. La barra portasalviette sotto l’apparecchio serve a scaldare l’accappatoio mentre sei sotto la doccia. Costa più di un modello da appoggio e va montato, ma è la soluzione definitiva per chi il problema ce l’ha tutti gli inverni.
Vedi su AmazonIl classico economico, con un’avvertenza
Se la spesa deve restare minima, il riferimento storico della categoria resta valido, ma va usato sapendo cosa è.
De’Longhi HVA 3220, il verticale di sempre
Quasi 5.000 valutazioni e una struttura verticale che occupa pochissimo spazio a terra, con maniglia per spostarlo di stanza in stanza. Due potenze (1000 e 2000 W), termostato regolabile, doppio isolamento e protezione antigelo, che è utile se lo lasci in una seconda casa. Attenzione però al grado di protezione: è IP21, cioè protetto solo dal gocciolamento verticale. Significa che va tenuto oltre i 60 centimetri dal bordo della doccia o della vasca, e non è una raccomandazione formale: gli spruzzi laterali sono esattamente quello contro cui non è protetto.
Vedi su Amazon- Il bagno resta freddo mentre il resto della casa è in temperatura
- Ti serve calore per dieci o quindici minuti, non tutto il giorno
- Accendere il riscaldamento centrale all’alba solo per il bagno ti costa molto di più
- Sei in affitto e non puoi toccare i termosifoni
- Hai bambini o anziani che escono dalla doccia infreddoliti
- Lo vuoi come riscaldamento fisso di una stanza tutto il giorno
- L’unico punto dove metterlo è dentro i 60 cm dalla doccia e prendi un IP21
- La presa del bagno non è protetta da un differenziale
- Cerchi silenzio: la ventola si sente sempre, anche nei modelli buoni
- Il problema vero è l’umidità e la muffa, non il freddo
In una riga: Per scaldare il bagno dieci minuti è la cosa più economica che esista. Per scaldare una stanza tutto il giorno è la più cara.
Accendilo cinque minuti prima di entrare, non mentre sei già dentro. Un bagno piccolo si scalda in fretta, e così eviti di stare fermo al freddo aspettando che faccia effetto. Se il modello ha il timer, impostalo la sera per l’ora della sveglia: consuma pochi centesimi e cambia completamente l’inizio della giornata. E lascialo acceso qualche minuto anche dopo la doccia, perché aiuta ad asciugare il vapore.
Il rovescio della medaglia: il vapore
C’è un effetto collaterale che vale la pena conoscere, perché riguarda proprio i bagni piccoli dove il termoventilatore serve di più.
Scaldare l’aria del bagno non toglie umidità, la sposta soltanto. L’aria calda tiene più vapore di quella fredda, quindi mentre l’apparecchio è acceso i vetri e gli specchi restano puliti e sembra tutto a posto. Poi lo spegni, la stanza si raffredda, e quel vapore va a condensare sulle superfici fredde: la finestra, l’angolo del soffitto, il muro dietro la porta. Il termoventilatore risolve il freddo e non tocca l’umidità, e se il tuo bagno ha già problemi di muffa può addirittura accelerarli, perché aumenta l’evaporazione.
La regola resta quella di sempre: dopo la doccia, finestra spalancata cinque minuti con la porta chiusa. Se il problema dell’umidità in casa è più ampio, abbiamo raccolto tutto nell’articolo sulla condensa sui vetri, dove si spiega come capire se serve un deumidificatore o se basta cambiare il modo di arieggiare.
Domande frequenti
Si può usare un termoventilatore in bagno?
Sì, rispettando due condizioni. Deve stare fuori dalle zone critiche, cioè a più di 60 centimetri dal bordo di doccia e vasca, oppure avere un grado di protezione IP24 o superiore se deve stare più vicino. E la presa deve essere protetta da un interruttore differenziale. Mai usarlo stando dentro la doccia o la vasca, in nessun caso.
Quanto consuma un termoventilatore per il bagno?
Assorbe fra 1500 e 2000 watt, ma quello che conta è il tempo: quindici minuti costano circa 12 centesimi, e un uso quotidiano di quindici minuti costa fra i 3 e i 4 euro al mese. È molto meno che accendere il riscaldamento di tutta la casa per avere il bagno tiepido.
Che differenza c’è fra ventilatore e termoventilatore?
Il ventilatore muove aria e basta, quindi d’estate rinfresca. Il termoventilatore ha una resistenza che scalda l’aria prima di soffiarla, ed è il motivo per cui assorbe cento volte di più: muovere aria costa pochi watt, scaldarla ne costa migliaia.
Meglio ceramico PTC o a resistenza tradizionale?
Il ceramico PTC ha due vantaggi concreti: la superficie riscaldante non diventa incandescente, quindi non brucia la polvere che passa (quell’odore di bruciato tipico dei termoventilatori vecchi) ed è più sicuro se qualcosa lo tocca. Scalda in modo un po’ meno immediato ma più uniforme. Per un bagno, dove ci sono asciugamani e accappatoi, è la scelta più tranquilla.
Qual è il modo migliore per riscaldare il bagno?
Se stai ristrutturando, un termoarredo collegato all’impianto o un pavimento radiante sono la soluzione definitiva. Se invece devi risolvere adesso e senza opere, il termoventilatore è imbattibile per rapporto fra spesa e risultato. La via di mezzo è il modello fisso a parete, che costa poco più di uno da appoggio e si comporta come un piccolo impianto dedicato.
In conclusione
Il termoventilatore da bagno è uno di quegli acquisti dove la domanda giusta non è quella che si fanno tutti. Non è “quanto consuma”, perché usato per dieci minuti al giorno costa pochi euro al mese ed è più economico di qualsiasi alternativa. La domanda giusta è dove lo metti, e da lì discende quale comprare.
Se hai spazio per tenerlo oltre i 60 centimetri da doccia e vasca, va bene anche un IP21 e spendi il minimo. Se il bagno è piccolo, o se lo vuoi vicino alla doccia, serve un IP24 e non è un dettaglio burocratico: è la differenza fra un apparecchio protetto dagli spruzzi e uno protetto solo dalle gocce che cadono dall’alto.
Per il resto, tre cose da verificare sulla scheda prima di comprare: spegnimento automatico in caso di ribaltamento, termostato (altrimenti va sempre al massimo) e timer, che è quello che ti fa trovare il bagno tiepido senza dover pensare ad accenderlo.
Se stai attrezzando la casa per l’inverno, trovi il quadro completo nella guida alle stufe elettriche e, per la notte, nella pagina su scaldaletto e coperte elettriche, che sono l’altro modo di scaldare la persona invece della casa.
In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.