Sony HT-S40R: il surround che non è davvero senza fili

La Sony HT-S40R è uno dei sistemi surround più venduti in Italia, e la ragione è semplice: costa quanto una buona soundbar ma porta due casse da mettere dietro il divano, cioè il surround vero, quello per cui prima servivano impianti da mille euro.

Funziona. Ma c’è una cosa che va detta prima di tutto il resto, perché è il motivo per cui una parte di chi la compra la rimanda indietro, e nella scheda del prodotto è scritta in modo che non la nota nessuno.

Il verdetto

Sony HT-S40R, surround 5.1 con casse posteriori

Il sistema più economico per avere il surround vero, con due casse dietro il divano invece della simulazione. Suono avvolgente reale, canale centrale che rende chiari i dialoghi, subwoofer misurato e adatto a un appartamento. Il limite da conoscere prima: i posteriori non sono davvero senza fili e serve una presa di corrente nella parte posteriore della stanza. Oltre tremiladuecento valutazioni con media 4,3, il più provato della sua fascia.

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Il “senza fili” che non è senza fili

Sulla confezione e nelle inserzioni si legge altoparlanti posteriori wireless, e chi compra immagina due casse da appoggiare su una mensola e basta. Non è così, e conviene capirlo adesso invece che a scatola aperta.

Il collegamento funziona in questo modo. Nella confezione c’è una scatoletta amplificatore che va sistemata nella parte posteriore della stanza. Quella scatola riceve il segnale dalla soundbar senza fili, ed è l’unico pezzo davvero wireless di tutto il sistema. Poi:

  • le due casse posteriori si collegano alla scatoletta con un cavo ciascuna, quindi due fili che corrono lungo la parete o sotto il tappeto;
  • la scatoletta va attaccata alla corrente, quindi serve una presa libera nella metà posteriore del soggiorno;
  • anche il subwoofer è collegato alla soundbar con un cavo, e lo dice il titolo stesso del prodotto se lo si legge fino in fondo.

Tirando le somme, i cavi da sistemare sono cinque: alimentazione della soundbar, cavo del subwoofer, alimentazione della scatoletta posteriore e i due fili verso le casse dietro.

Detto questo, non è una truffa: è il compromesso che permette di vendere un 5.1 a questo prezzo. Un sistema con posteriori davvero autonomi costa il doppio, perché ogni cassa deve avere il suo amplificatore e la sua alimentazione. Qui la scelta è stata concentrare tutto in una scatola sola, e il risparmio finisce in tasca a chi compra.

Il punto è solo che va saputo prima, perché decide se in casa tua si può installare oppure no.

La prova da fare adesso, prima di ordinare

Mettiti in piedi dove sta il divano e guardati intorno rispondendo a tre domande.

  1. C’è una presa di corrente libera nella metà posteriore della stanza? Se la risposta è no e non hai voglia di far passare una ciabatta, il discorso finisce qui: prendi una soundbar normale e stai meglio.
  2. Come fai arrivare i due fili alle casse? Lungo il battiscopa va benissimo, sotto un tappeto anche, ma se il divano sta in mezzo alla stanza e il pavimento è libero diventa un problema estetico che ti darà fastidio ogni giorno.
  3. Dove metti le casse? Vanno ai lati del divano, più o meno all’altezza delle orecchie da seduto. Su una mensola, su un mobiletto o fissate al muro con le staffe incluse. Non dietro le tende e non per terra.

Se hai risposto senza intoppi a tutte e tre, questo sistema è un affare. Se ti sei bloccato sulla prima, salta alla fine dell’articolo dove c’è l’alternativa.

Se i fili si vedono

D-Line, canaline adesive da battiscopa

Risolve il problema dei due cavi verso le casse posteriori, che è l’unico vero fastidio di questo impianto. Si incollano lungo il battiscopa senza forare, si aprono per infilare i fili e si possono verniciare del colore della parete, quindi spariscono. Quattro metri in spezzoni da quaranta centimetri, con angoli e raccordi inclusi. 4,6 di media su oltre quattromilaottocento valutazioni.

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Come suona

Chiarito il nodo dell’installazione, il giudizio sul suono è positivo e senza troppi distinguo per la fascia di prezzo.

L’effetto avvolgente c’è, ed è la cosa che colpisce. Non è una simulazione: le casse dietro esistono davvero, quindi la pioggia, il traffico, le voci fuori campo arrivano da dietro come devono. Chi passa da una soundbar normale a questo sistema sente una differenza netta al primo film, molto più di quanta ne senta passando da una soundbar economica a una costosa.

I dialoghi migliorano, perché la barra frontale ha il canale centrale dedicato alle voci, che è il pezzo che manca alle soundbar 2.1. Se il tuo problema era che non capivi cosa dicono i personaggi, qui lo risolvi. Abbiamo spiegato perché succede e cosa conta davvero in dialoghi che non si sentono in TV.

Il subwoofer fa il suo lavoro senza esagerare, che per un appartamento è un bene: i bassi si sentono ma non fanno tremare i muri del vicino. Chi cerca il rimbombo da sala cinematografica resterà un po’ freddo, chi vive in condominio tirerà un sospiro di sollievo.

Dolby Digital, non Atmos: cosa cambia

È la domanda che ricorre di più nei forum su questo modello, quindi vale la pena metterla nero su bianco: la HT-S40R supporta il Dolby Digital, non il Dolby Atmos.

La differenza in parole semplici: il Dolby Digital distribuisce il suono intorno a te, sul piano orizzontale, ed è quello che fanno le cinque casse di questo sistema. L’Atmos aggiunge l’altezza, cioè l’elicottero che passa sopra la testa, e per farlo servono altoparlanti rivolti verso il soffitto o installati in alto.

Conta davvero? Per la maggior parte delle persone no, e lo dico senza giri di parole: l’effetto in altezza è il di più, mentre il salto grosso rispetto agli altoparlanti del televisore lo fa il surround orizzontale, che qui c’è tutto. I sistemi Atmos con casse posteriori vere partono da cifre ben diverse.

Una nota pratica che fa piacere: il cavo HDMI è incluso nella confezione, insieme alle staffe per fissare le casse al muro e al telecomando. È una di quelle cose che con altri marchi scopri dopo, dovendo ricomprare.

Il consiglio

Prima di ordinare, vai dietro il divano e cerca la presa. Non la posizione delle casse, non i pollici del televisore: la presa. È l’unico requisito che fa la differenza fra un ottimo acquisto e un pacco da rispedire, e si verifica in dieci secondi.

Compralo se
  • hai una presa libera dietro il divano
  • il divano sta contro la parete o vicino
  • vuoi il surround vero senza spendere il doppio
  • guardi film e serie, non solo notiziari
Lascia perdere se
  • non puoi portare corrente nella parte posteriore
  • il divano è in mezzo alla stanza e i fili si vedrebbero
  • cerchi il Dolby Atmos con effetto in altezza
  • volevi solo capire meglio i dialoghi (basta una 3.1)

In una riga: è il modo più economico per avere il surround vero in salotto, a patto di accettare cinque cavi e una presa di corrente dietro. Se quei due requisiti ci sono, a questo prezzo non ha rivali; se manca la presa, non è il prodotto giusto e nessuna configurazione lo aggiusta.

Se la presa dietro non c’è

È il caso più frequente, e non è una sconfitta: vuol dire solo che il prodotto giusto per te è un altro.

Una soundbar 3.1 sta davanti al televisore, ha un cavo di alimentazione solo più il subwoofer, e ha il canale centrale dedicato alle voci, che è la cosa che risolve il problema per cui la maggior parte delle persone compra un impianto audio. Quello che perdi è l’effetto avvolgente da dietro, che è bello ma è un di più.

L’alternativa senza cavi dietro

Hisense HS3100, soundbar 3.1

Tre canali frontali con l’altoparlante centrale dedicato alle voci, più il subwoofer senza fili. Sta tutta davanti al televisore: nessun cavo verso la parte posteriore della stanza e nessuna presa aggiuntiva da trovare. Ingresso HDMI e ottico, quindi funziona anche su televisori non recentissimi. 4,4 di media su oltre novecento valutazioni.

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Dove andare adesso

Se non hai ancora deciso che tipo di impianto ti serve, parti da dialoghi che non si sentono in TV: spiega perché le voci si perdono, quali prove fare gratis sul televisore prima di spendere, e la differenza fra una soundbar 2.1 e una 3.1.

Se invece stai rinnovando anche il televisore, i criteri aggiornati sono in come scegliere il televisore.

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