Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2026
Le stufe elettriche si comprano quasi sempre di fretta, al primo freddo vero, prendendo quella in offerta al supermercato. Poi si scopre che scalda poco, che va spenta perché fa saltare la corrente, o che la bolletta di gennaio è il doppio del previsto.
Il problema quasi mai è il modello. È che si sceglie il tipo sbagliato per l’uso che se ne deve fare, e i tipi sono molto più diversi tra loro di quanto sembri: una scalda in trenta secondi e si raffredda subito, un’altra ci mette venti minuti ma tiene il calore per ore.
In questa guida vediamo quale scegliere in base a cosa devi scaldare, quanto costa davvero tenerla accesa e perché la dicitura “basso consumo” sulle confezioni non significa quello che sembra.
In breve
Per il calore immediato in bagno o alla scrivania serve un termoventilatore ceramico. Per tenere calda una stanza per ore serve un radiatore ad olio, che ci mette di più ma mantiene. Per scaldare una persona in uno spazio aperto o difficile serve un infrarossi. A parità di watt consumano tutte uguale: la differenza la fanno il termostato e il tipo giusto per il tuo uso.
I tre tipi, e cosa cambia davvero
Prima dei modelli, la scelta è tra tre modi diversi di produrre calore. Sbagliare qui significa comprare due volte.
Il termoventilatore ceramico scalda l’aria e la spinge fuori con una ventola. Vantaggio: calore percepito in trenta secondi. Svantaggio: appena spegni, il tepore sparisce, perché nulla ha accumulato calore. È perfetto per il bagno la mattina o per la scrivania, inutile per tenere calda una stanza tutta la sera.
Il radiatore ad olio scalda un fluido interno che poi cede calore lentamente. Vantaggio: dopo venti o trenta minuti la stanza è calda davvero e ci resta anche dopo lo spegnimento. Svantaggio: è lento a partire, pesante e ingombrante. È il tipo giusto per la stanza in cui passi la serata.
L’infrarossi non scalda l’aria: scalda direttamente i corpi e gli oggetti che ha davanti, come fa il sole. Vantaggio: funziona anche dove l’aria calda si disperderebbe subito, quindi ambienti alti, laboratori, verande. Svantaggio: scalda solo la zona che ha davanti, e appena esci dal cono di calore senti freddo.
| Tipo | Quando conviene | Tempo di riscaldamento |
|---|---|---|
| Termoventilatore ceramico | Bagno, scrivania, uso breve | Immediato |
| Radiatore ad olio | Stanza da vivere per ore | 20-30 minuti |
| Infrarossi | Ambienti alti, verande, postazione fissa | Immediato ma direzionale |
La verità sul “basso consumo”
È la dicitura più abusata del settore e vale la pena chiarirla, perché orienta male gli acquisti.
Tutte le stufe elettriche convertono la corrente in calore praticamente al cento per cento. Significa che a parità di watt, consumano tutte allo stesso modo: un modello da 2000 watt assorbe 2 kWh ogni ora a piena potenza, che sia ceramico, ad olio o a infrarossi, che costi cinquanta euro o trecento.
Il calcolo per sapere quanto ti costa è immediato: watt diviso mille, moltiplicato per il prezzo al kWh che paghi in bolletta. Con un prezzo indicativo di 0,25 euro, una stufa da 2000 watt costa circa 50 centesimi ogni ora a piena potenza.
Quindi cosa distingue una stufa economica da usare? Due cose sole. Il termostato, che spegne l’apparecchio quando la stanza è in temperatura e lo riaccende solo al bisogno, riducendo le ore effettive di funzionamento. E la corrispondenza tra tipo e uso: un radiatore ad olio in una stanza vissuta lavora meno di un termoventilatore che deve girare in continuazione per mantenere lo stesso risultato.
Se cerchi un modello specifico, abbiamo recensito in dettaglio la De’Longhi Capsule, con i conti sui consumi reali fatti passo passo.
Attenzione ai metri quadri promessi
Una delle ricerche più frequenti riguarda la stufa elettrica per scaldare 50 metri quadri. La risposta onesta è che non esiste, e conviene saperlo prima di spendere.
Una stufa elettrica domestica arriva al massimo a 2000 watt, perché oltre farebbe saltare il contatore di casa. Con quella potenza si scalda bene una stanza di 10 o 15 metri quadri chiusa e mediamente isolata. Per 50 metri quadri servirebbero diversi apparecchi accesi insieme, cosa impossibile su un contatore da 3 kW e comunque costosissima.
Le stufe elettriche sono nate come riscaldamento di supporto: la stanza in cui stai adesso, le mezze stagioni quando accendere l’impianto sarebbe eccessivo, il bagno la mattina. Usarle come riscaldamento principale di una casa è la forma più costosa che esista.
Le tre stufe che consigliamo
Una per ciascun tipo di uso, perché come abbiamo visto non ha senso confrontare prodotti che fanno lavori diversi.
AIRMATE termoventilatore ceramico 2000 W
Ceramico con termostato e potenza regolabile: scalda in pochi secondi ed è leggero da spostare di stanza in stanza. È il tipo giusto per il bagno la mattina o per la postazione di lavoro, dove serve calore subito e per poco tempo. Ricorda che la potenza piena va usata solo per portare in temperatura, poi conviene scendere.
De’Longhi Dragon EasyTronic, radiatore ad olio
Il tipo da scegliere se devi passare la serata in quella stanza: ci mette venti minuti a entrare a regime ma poi mantiene il calore, anche dopo lo spegnimento. Ha il termostato elettronico, che su questa categoria è ciò che fa davvero la differenza in bolletta. Più ingombrante e pesante degli altri, ma monta le ruote.
VORTICE Thermologika, lampada a infrarossi da muro
Scalda per irraggiamento come il sole: non riscalda l’aria ma direttamente chi ha davanti. È la soluzione per ambienti dove l’aria calda si disperderebbe subito, come verande, laboratori o locali con soffitti alti, e per le postazioni fisse. Si monta a parete, quindi non occupa spazio a terra.
Prima di comprare, fai un conto veloce di cosa hai già acceso in casa. Un contatore domestico standard regge 3 kW: una stufa da 2000 watt ne occupa da sola due terzi, e basta accendere il forno o il phon per far scattare tutto. Se prevedi di usarla mentre in cucina si cucina, orientati su un modello con potenza regolabile e tienilo al livello basso, oppure valuta direttamente il radiatore ad olio, che una volta a regime assorbe meno perché il termostato lo spegne spesso.
Cosa guardare oltre ai watt
Il termostato. È la voce che incide di più sulla spesa reale. Senza, la stufa resta sempre accesa alla stessa potenza, anche quando la stanza è già calda. Verifica che ci sia e che sia regolabile, non solo un interruttore acceso e spento.
Le protezioni di sicurezza. Due sono indispensabili: lo spegnimento in caso di ribaltamento e la protezione da surriscaldamento. Su un apparecchio che sta acceso vicino a tende, divani o bambini non sono un optional.
Il timer. Utile soprattutto la sera: imposti mezz’ora, ti addormenti e si spegne da sola. Evita anche la tentazione di lasciarla accesa tutta la notte, cosa che è sempre meglio non fare.
La rumorosità. Riguarda solo i termoventilatori, che hanno una ventola. I radiatori ad olio e gli infrarossi sono silenziosi, ed è un motivo in più per preferirli in camera da letto.
Le ruote e il peso. Se pensi di spostarla tra stanze, il radiatore ad olio pesa parecchio: senza ruote diventa un mobile fisso.
Tre errori che costano cari
Collegarla a una prolunga o a una ciabatta. È l’errore più pericoloso di tutti. Un apparecchio da 2000 watt su un cavo sottodimensionato lo scalda, e le prolunghe economiche lasciate arrotolate sono una causa reale di principi di incendio. Va collegata a una presa a muro, da sola.
Usarla a porta aperta. Scaldare una stanza mentre l’aria calda se ne va nel corridoio significa tenerla accesa il doppio del tempo. Una porta chiusa vale più di qualsiasi funzione avanzata.
Comprare il tipo sbagliato per risparmiare. Prendere un termoventilatore da venti euro per scaldare il soggiorno tutte le sere sembra un affare e finisce per costare molto di più in bolletta di un radiatore ad olio pagato il triplo, perché deve girare in continuazione senza mai riuscire a mantenere.
Domande frequenti
Qual è la stufa elettrica che consuma meno?
A parità di watt, nessuna: tutte trasformano l’elettricità in calore quasi integralmente. Consuma meno quella che resta accesa meno tempo, quindi conta il termostato e la corrispondenza tra tipo di stufa e uso che ne fai.
Quanto costa tenere accesa una stufetta da 2000 watt?
Circa 2 kWh per ogni ora a piena potenza. Moltiplica per il prezzo al kWh della tua bolletta: con un valore indicativo di 0,25 euro sono circa 50 centesimi l’ora. A potenza dimezzata il costo si dimezza.
Quali stufe riscaldano di più?
Dipende da cosa intendi. Per il calore percepito subito vincono termoventilatore e infrarossi; per portare e mantenere in temperatura una stanza vince il radiatore ad olio, anche se ci mette più tempo a partire.
Si può usare una stufa elettrica in bagno?
Sì, ed è uno degli usi migliori, ma va tenuta lontana da doccia e lavandino e non va toccata con le mani bagnate. Controlla sempre sul manuale le indicazioni per gli ambienti umidi.
Meglio la stufa elettrica o accendere il riscaldamento?
Per scaldare una stanza sola per un’ora o due, la stufa elettrica costa meno che avviare l’impianto di tutta la casa. Per scaldare più ambienti o per molte ore, l’impianto a gas resta nettamente più economico.
Se il problema è solo il letto freddo, la soluzione più economica è un’altra: vedi scaldaletto e coperte elettriche, che consumano una frazione di qualsiasi stufa.
Il riscaldamento asciuga l’aria: se ti svegli con la gola secca, valuta anche un umidificatore.
Se ti orienti sul radiatore ad olio, abbiamo provato nel dettaglio il De’Longhi TRRS0715, con i consumi calcolati in euro.
In conclusione
La domanda giusta non è quale stufa consuma meno, perché consumano tutte uguale a parità di potenza. È quale tipo corrisponde a quello che devi fare: calore immediato e breve, calore costante per ore, oppure calore su una persona in uno spazio difficile.
Individuato il tipo, la scelta del modello diventa semplice e si gioca su termostato, sicurezze e potenza regolabile. E se stai leggendo in estate sei in netto anticipo, che con le stufette è la posizione migliore: a ottobre i prezzi salgono e i modelli buoni finiscono.
Per approfondire: la recensione della De’Longhi Capsule se ti interessa il termoventilatore compatto, i termostati intelligenti se vuoi agire sull’impianto di casa, e la guida su domotica e risparmio energetico per il quadro completo su dove si risparmia davvero.
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