Domotica e Risparmio Energetico 2026: Quanto si Risparmia Davvero

donna che usa il sistema di domotica per regolare la temperatura

Ultimo aggiornamento: 9 Agosto 2026

Ogni volta che arriva la bolletta, la prima reazione è quasi sempre la stessa: ma possibile che consumiamo tutta questa roba? Poi si guarda meglio, non si capisce da dove venga la cifra, e si finisce per rassegnarsi.

Il punto è proprio questo: non si può ridurre quello che non si misura. La domotica, tolti i discorsi da fiera, serve esattamente a questo. Prima ti fa vedere nero su bianco dove finiscono i soldi, poi ti permette di spegnere e programmare le cose senza doverci pensare tu.

In questa guida non troverai promesse gonfiate sul cinquanta per cento di risparmio. Troverai dove si risparmia davvero, quanto più o meno, e con quali dispositivi concreti, partendo da poche decine di euro.

In breve

Il risparmio vero arriva dal riscaldamento, che da solo pesa per circa due terzi della spesa energetica di una casa italiana: qui valvole e termostati intelligenti possono valere un taglio del 15 o 20 per cento sulla bolletta del gas. Sull’elettricità i margini sono più piccoli ma immediati: prese con misuratore di consumo per scovare gli apparecchi che restano accesi inutilmente, e luci a LED programmate. Si comincia con meno di 20 euro.

Dove si risparmia davvero (e dove no)

Partiamo da un dato che mette tutto in prospettiva. In una casa italiana media il riscaldamento e l’acqua calda si mangiano circa il 70 per cento dell’energia consumata. Gli elettrodomestici, l’illuminazione e tutto il resto si dividono il rimanente 30.

La conseguenza pratica è quasi banale, eppure quasi nessuno la segue: se vuoi risparmiare sul serio devi partire dal riscaldamento. Sostituire dieci lampadine con altrettante lampadine smart è simpatico e ti dà soddisfazione, ma sposta pochi euro l’anno. Regolare bene i termosifoni stanza per stanza sposta centinaia di euro.

Dove la domotica non fa miracoli, tanto per essere onesti: non riduce il consumo di un forno o di una lavatrice, che consumano quello che consumano. Ti aiuta al massimo a farli partire nelle fasce orarie più convenienti, se hai un contratto a fasce.

Primo passo: scoprire cosa consuma davvero

Prima di comprare qualsiasi cosa, vale la pena scoprire dove vanno i soldi. Le sorprese sono quasi sempre le stesse, e sono due.

La prima è il consumo in standby: decoder, televisori, console, stampanti, alimentatori vari lasciati accesi ventiquattro ore al giorno. In una casa normale la somma di questi apparecchi in attesa vale tra i 40 e gli 80 euro l’anno, cioè soldi buttati per servizi che nessuno sta usando.

La seconda è qualche apparecchio anziano che consuma molto più di quanto immagini. Un vecchio congelatore in cantina o un frigorifero di vent’anni fa, da soli, possono valere più di 150 euro l’anno.

Il modo più economico per vederci chiaro è una presa intelligente con misuratore integrato: la infili tra la spina e la corrente e dopo qualche giorno l’app ti dice esattamente quanti chilowattora sta assorbendo quell’apparecchio.

Per iniziare a misurare

TP-Link Tapo P110, presa smart con monitoraggio dei consumi

Si infila tra la presa e l’apparecchio e misura quanto assorbe, giorno per giorno, direttamente nell’app. Serve sia per scovare gli sprechi sia per spegnere davvero le cose invece di lasciarle in standby. È il dispositivo con cui conviene cominciare: costa poco e ti dice dove intervenire.

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Il consiglio

Non serve comprarne una per ogni presa di casa. Prendine una sola e spostala: una settimana sul mobile del televisore, una sul frigorifero, una sul vecchio congelatore in garage. In un mese hai la mappa dei tuoi consumi e sai esattamente su cosa vale la pena investire. Poi, semmai, ne compri altre solo dove serve.

Il riscaldamento: qui ci sono i soldi veri

Arriviamo alla parte che conta. Il modo in cui la maggior parte delle case viene riscaldata è profondamente inefficiente, e non per colpa della caldaia: per colpa di come la gestiamo.

Lo schema tipico è questo: si accende la mattina, si scalda tutta la casa alla stessa temperatura, comprese le camere da letto dove non entra nessuno fino a sera e lo studio che si usa due ore a settimana. Poi si esce e magari ci si dimentica di abbassare. Ogni grado in più in una stanza vale circa il 6 per cento di consumo aggiuntivo, quindi gli errori si pagano in fretta.

Ci sono due strade per rimediare, e la scelta dipende da com’è fatto il tuo impianto.

Se hai una caldaia autonoma, la strada è il termostato intelligente: sostituisce quello a muro e ti permette di programmare orari diversi per ogni giorno, abbassare da remoto quando esci e far ripartire il riscaldamento mezz’ora prima di rientrare.

Se invece hai il riscaldamento centralizzato o vuoi regolare stanza per stanza, la strada sono le valvole termostatiche intelligenti: si avvitano al posto delle manopole dei termosifoni, senza toccare l’impianto, e ogni stanza diventa indipendente. La camera da letto può stare a 18 gradi mentre il soggiorno sta a 21, e la stanza degli ospiti può restare spenta.

È questa seconda soluzione, di solito, a dare il risparmio maggiore nelle case italiane, perché risolve lo spreco più grosso: scaldare stanze vuote.

Il risparmio più grosso

Netatmo Starter Pack, valvole termostatiche intelligenti

Il kit di partenza comprende il modulo di collegamento e le valvole da avvitare sui termosifoni al posto delle manopole. Ogni stanza si programma per conto suo dall’app, con orari e temperature diverse. Si monta senza svuotare l’impianto e senza chiamare il tecnico, e funziona anche con il riscaldamento centralizzato.

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Per misurare tutta la casa

Shelly EM Gen3, contatore di energia per il quadro elettrico

Va installato nel quadro elettrico (questo sì, meglio farlo fare a un elettricista) e misura in tempo reale il consumo dell’intera abitazione, non del singolo apparecchio. È la scelta giusta se hai il fotovoltaico e vuoi capire quanta energia stai autoconsumando invece di immettere in rete, oppure se vuoi tenere sotto controllo la potenza per non far saltare il contatore.

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Quanto si risparmia davvero

Qui bisogna essere onesti, perché in giro si leggono numeri fantasiosi. Il risparmio dipende da quanto sei disordinato adesso: chi già spegne tutto e gestisce bene il riscaldamento guadagnerà poco, chi lascia andare le cose a caso guadagnerà molto.

Intervento Risparmio indicativo Spesa iniziale
Valvole smart sui termosifoni15-20% sul gasda 200 € (kit iniziale)
Termostato intelligente10-15% sul gasda 130 €
Prese smart contro lo standby40-80 € l’annoda 15 €
Lampadine LED smart programmate15-30 € l’annoda 10 € l’una

Facendo due conti su una famiglia media con riscaldamento autonomo, tra gas ed elettricità si parla di un ritorno dell’investimento in circa due stagioni di riscaldamento. Non è un affare da arricchirsi, ma è un investimento che si ripaga e poi continua a rendere, con in più il vantaggio di avere una casa più comoda.

Da dove cominciare, in ordine

L’errore più comune è comprare tutto insieme, spendere qualche centinaio di euro in un colpo solo e poi ritrovarsi metà della roba in un cassetto perché era complicata da configurare. Molto meglio procedere per gradi.

Primo mese: misura. Una presa con misuratore, spostata di apparecchio in apparecchio. Costa poco e ti dice se il problema sono davvero gli elettrodomestici o se stai guardando dalla parte sbagliata.

Prima dell’inverno: il riscaldamento. Termostato se hai la caldaia autonoma, valvole se vuoi regolare le singole stanze. È l’intervento che porta i soldi, e va fatto in autunno per sfruttare tutta la stagione.

Poi, se ti va: il resto. Luci programmate, spegnimento automatico delle prese di notte, scenari che spengono tutto quando esci di casa. Sono comodità, con un piccolo risparmio in aggiunta.

Per approfondire i singoli dispositivi abbiamo guide dedicate ai migliori termostati intelligenti, alle prese intelligenti e alle luci intelligenti. Se invece parti proprio da zero, comincia dalla guida alla casa intelligente.

Il consiglio

Attenzione a una trappola in cui cadono in molti: comprare dispositivi di marche diverse che poi non si parlano tra loro, e ritrovarsi con quattro app sul telefono. Scegli un ecosistema (Alexa, Google o Apple) e verifica sulla confezione che ci sia scritto compatibile, oppure cerca il marchio Matter, lo standard nuovo che fa funzionare insieme prodotti di marche diverse. Ti risparmia parecchi mal di testa.

Tre errori che annullano il risparmio

Spegnere completamente il riscaldamento quando si esce. Sembra logico, ma non lo è. Riportare una casa fredda in temperatura consuma più di quanto si sia risparmiato tenendola tiepida. La regola giusta è abbassare di 3 o 4 gradi, non spegnere. I termostati intelligenti lo fanno da soli, ed è uno dei motivi per cui funzionano.

Mettere le valvole e lasciarle sempre al massimo. Capita più spesso di quanto si creda: si installano, si programmano il primo giorno con entusiasmo, poi si mette tutto in manuale a 22 gradi e si torna al punto di partenza. Il risparmio sta nella programmazione, non nell’oggetto.

Coprire il termosifone o la valvola. Tende lunghe davanti al radiatore, mensole sopra, mobili appoggiati: la valvola legge una temperatura sbagliata e chiude troppo presto o troppo tardi. Lascia libero il termosifone, è gratis e conta più di molti accessori.

Domande frequenti

Le valvole intelligenti funzionano anche con il riscaldamento condominiale?
Sì, ed è anzi uno dei casi in cui rendono di più, soprattutto se il condominio ha già i contabilizzatori di calore e paghi in base al consumo effettivo. Se invece la spesa è divisa a millesimi e non in base ai consumi, il risparmio economico non c’è: guadagni comunque in comfort, ma la bolletta non cambia.

Servono lavori o un elettricista?
Per prese, valvole e lampadine no, si montano da soli in pochi minuti. Il termostato a muro richiede di collegare due fili al posto del vecchio: fattibile con un minimo di manualità e la corrente staccata, ma se hai dubbi meglio farlo fare. Il contatore da quadro elettrico invece va sempre affidato a un elettricista.

Questi dispositivi consumano corrente a loro volta?
Pochissima. Una presa smart o una valvola consumano meno di un euro l’anno ciascuna. È una cifra irrilevante rispetto a quello che fanno risparmiare.

Se salta internet smetto di riscaldare?
No. Termostati e valvole conservano il programma in memoria e continuano a funzionare normalmente anche senza connessione. Quello che perdi è solo il controllo da remoto dal telefono, finché la linea non torna.

Conviene ancora se ho una casa in affitto?
Sì, perché prese, valvole e lampadine si smontano e si portano via quando trasloci, senza lasciare traccia. Il termostato a muro invece è più delicato, perché comporta sostituire un componente dell’impianto: conservare il vecchio e parlarne prima con il proprietario è la scelta prudente.

In conclusione

La domotica non è una bacchetta magica che dimezza la bolletta, e chi te lo racconta ti sta vendendo qualcosa. È però uno degli investimenti più sensati che puoi fare in casa, perché agisce esattamente sugli sprechi di cui non ti accorgi.

Se dovessi indicare una sola cosa da cui partire, sarebbe la presa con misuratore: costa quanto una cena fuori e ti mostra la realtà dei tuoi consumi invece delle tue supposizioni. Poi, prima dell’inverno, il riscaldamento. Il resto viene da sé.

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