Davanti a una pentola a pressione elettrica le persone si dividono in due gruppi, e tutti e due hanno un buon motivo.
C’è chi ne ha paura, perché si ricorda quella di sua madre che fischiava sul fornello e perché ha in testa qualche storia di coperchi finiti sul soffitto. E c’è chi l’ha comprata e ne è rimasto deluso, perché si aspettava di mettere in tavola la cena in dieci minuti e ha scoperto che non funziona così.
Le due cose si spiegano entrambe, e sono il motivo per cui vale la pena leggere questa pagina prima di comprare. La paura nasce da un ricordo che riguarda un apparecchio diverso. La delusione nasce da un numero che nessuno spiega.
Perché non è la pentola di tua nonna
La differenza non sta nei materiali o nel design. Sta in chi decide quando togliere il calore.
Sulla pentola da fornello quel compito è tuo. Accendi il fuoco al massimo, aspetti che la valvola cominci a sfiatare, poi devi ricordarti di abbassare la fiamma. Se ti distrai o se esci dalla cucina, sotto continua ad arrivare calore, e dentro la pressione continua a salire: l’unica cosa che la trattiene è la valvola, che deve essere pulita e libera.
Nella versione elettrica quel compito lo fa la pentola. Un sensore misura la pressione all’interno e la resistenza si accende e si spegne da sola per tenerla al valore giusto. Non c’è una fiamma che continua a spingere mentre tu sei di là: quando il valore è raggiunto, l’apparecchio smette di scaldare. È questa la ragione per cui si può accendere e uscire dalla stanza, cosa che con la pentola sul gas non si fa.
I tre blocchi che una pentola da fornello non ha
Oltre al controllo automatico del calore, i modelli elettrici montano tre protezioni meccaniche che vale la pena conoscere, perché sono esattamente quelle che rispondono alla paura.
- Il coperchio non si apre finché dentro c’è pressione. C’è un perno che sale quando la pentola va in pressione e blocca fisicamente la rotazione del coperchio. Non è una raccomandazione scritta sul libretto: è un pezzo di metallo che impedisce il gesto. Quando la pressione scende, il perno ridiscende e il coperchio si sblocca.
- Non parte se il coperchio non è chiuso bene. Un contatto verifica la chiusura: se il coperchio è appoggiato ma non ruotato fino in fondo, il programma non si avvia e il display segnala l’errore.
- C’è una seconda valvola di sicurezza. Se quella principale si ostruisce, ce n’è un’altra che si apre e scarica il vapore. È il motivo per cui un’ostruzione, che sulle pentole vecchie era il guaio serio, qui diventa una gran nuvola di vapore e una cena da rifare.
Messo insieme: la paura di cui si legge nei forum riguarda un apparecchio che funzionava in un altro modo. Non vuol dire che non possa succedere niente, e infatti adesso vediamo quando succede, ma le cause sono altre.
Quando i problemi capitano davvero
I casi che si trovano raccontati online, quando si va a leggere il dettaglio, si riducono quasi sempre a quattro situazioni. Tutte e quattro dipendono da come si usa l’apparecchio, non da un difetto dell’apparecchio.
- La guarnizione rimessa storta. Va tolta e lavata spesso, perché trattiene gli odori. Quando si rimette, deve entrare nella sua sede tutta intorno, senza pieghe. Se resta anche solo un tratto fuori posto, il vapore esce da lì e la pentola non va mai in pressione, oppure la perde a metà cottura.
- La valvola sporca. È un pezzetto che si sfila e si sciacqua in trenta secondi. Se ci finisce dentro del grasso rappreso o un pezzo di alloro, la pressione non si scarica come dovrebbe. Va guardata prima di ogni cottura, come si guarda il filtro della lavatrice: dura un attimo e risolve il problema più comune.
- Il riempimento oltre il segno. Dentro c’è una tacca di massimo, e per i cibi che gonfiano o fanno schiuma (legumi secchi, riso, pasta, minestre dense) il limite scende a metà pentola. La schiuma sale, arriva alla valvola e la tappa. È la causa numero uno degli episodi che poi vengono raccontati come esplosioni.
- L’apertura forzata. Alcuni, vedendo che il coperchio non gira, insistono o cercano di far scendere la pressione in modo creativo. Lo scarico rapido si fa con la levetta, tenendo la mano lontana e mai il viso sopra: il getto che esce è vapore a cento gradi.
La sintesi onesta: l’apparecchio è sicuro se si tengono puliti due pezzi e si rispetta una tacca. Non serve altro.
Moulinex Turbo Cuisine, 5 litri
È quello che consiglierei a chi non ne ha mai avuta una, per un motivo molto concreto: i comandi sono in italiano, con i programmi scritti a parole e non a sigle. Cinque litri bastano per una famiglia normale, fa anche il soffritto e la cottura lenta, e Moulinex ha assistenza e ricambi facili da trovare in Italia. Oltre mille valutazioni con una media di 4,4 stelle.
Vedi su AmazonPerché dieci minuti non sono dieci minuti
Questa è l’altra metà della storia, ed è la ragione per cui tante persone restano deluse.
Quando una ricetta dice “quindici minuti in pentola a pressione”, quei quindici minuti sono solo la cottura vera e propria. Prima però la pentola deve arrivare in pressione, e quel tempo non compare da nessuna parte: il conto alla rovescia sul display parte solo dopo.
Nella pratica servono dai dieci ai quindici minuti per la salita, che diventano di più se la pentola è grande, se è piena e se gli ingredienti arrivano dal frigorifero. Poi, a fine cottura, c’è lo scarico: se lo fai rapido con la levetta sono un paio di minuti, se lasci scendere la pressione da sola (e per certi piatti è obbligatorio, altrimenti il brodo schizza fuori) sono altri dieci o quindici.
Quindi una ricetta “da quindici minuti” occupa in realtà quaranta minuti dall’inizio alla tavola. Chi si aspettava la cena pronta in un quarto d’ora si sente preso in giro, ed è comprensibile.
Il punto è che quei quaranta minuti vanno confrontati con la cottura tradizionale, non con lo zero. E qui cambia tutto, ma solo su certi piatti.
Su cosa fa risparmiare tempo davvero
La regola è semplice: più la cottura tradizionale è lunga, più il vantaggio è grosso. Sulle cose che già cuociono in un quarto d’ora non guadagni niente, perché il tempo di salita se lo mangia tutto.
| Piatto | Metodo tradizionale | Conviene |
|---|---|---|
| Ceci e fagioli secchi ammollati | da un’ora e mezza in su | moltissimo |
| Brodo di carne | due o tre ore | moltissimo |
| Brasato, spezzatino, stracotto | due ore | molto |
| Patate lesse, polpo, cereali in chicchi | mezz’ora o poco più | abbastanza |
| Verdure al vapore, riso, pasta | dieci o quindici minuti | per niente |
Detto in una riga: la pentola a pressione elettrica è un apparecchio per i piatti lenti. Se in casa tua si mangiano legumi, brodi, bolliti e carne che deve sfaldarsi, ti cambia la settimana. Se si cucina soprattutto pasta e verdura saltata, resterà nell’armadio, ed è giusto saperlo prima.
Quanto costa accenderla
Questi apparecchi assorbono fra i 900 e i 1.200 watt, ma non in continuazione: la potenza piena serve nella fase di salita, poi la resistenza si accende a intermittenza solo per mantenere la pressione, perché il coperchio chiuso non lascia uscire quasi niente.
Facendo il conto su una cottura tipica di quaranta minuti totali, con l’assorbimento pieno solo nella prima parte, si arriva a circa 0,4 kilowattora. A 0,316 euro al kilowattora fanno circa 13 centesimi.
Per confronto: lo stesso brasato nel forno elettrico sono due ore a 2.000 watt buoni, cioè intorno a un euro e venti. Il risparmio non è nel prezzo dell’apparecchio, è nel fatto che il calore resta dentro invece di scaldare la cucina.
Instant Pot Pro 10 in 1, 5,7 litri
È l’apparecchio che ha inventato la categoria, ed è anche quello con la comunità di ricette più grande al mondo: qualunque cosa tu voglia cucinare, qualcuno ha già scritto tempi e dosi. Costruzione solida, dieci funzioni, 4,5 stelle su oltre ottocento valutazioni. L’unico appunto, e va detto prima: il pannello comandi è in inglese.
Vedi su AmazonElettrica o da fornello
La pentola da fornello non è un oggetto superato, e chi te la consiglia ha delle ragioni vere.
- Va più in pressione, quindi raggiunge una temperatura più alta e cuoce ancora più in fretta. Sulla fiamma grande arriva in pressione in cinque minuti invece di quindici.
- Costa meno e dura di più. È solo acciaio: non ha una scheda elettronica che può guastarsi dopo cinque anni, e i ricambi (guarnizione, valvola) si trovano per decenni.
- Non occupa una presa e non ingombra il piano: dopo si ripone in un mobile come una pentola qualsiasi.
Quello che la versione elettrica dà in cambio è una cosa sola, ma pesante: non devi stare lì. Imposti e vai via, la pentola gestisce il calore, a fine cottura passa da sola in mantenimento e tiene il piatto caldo per ore. Aggiungici che molte fanno anche il soffritto prima (così usi una pentola sola), la cottura lenta e lo yogurt.
Il criterio di scelta è questo: se cucinare ti piace e sei comunque in cucina, la pentola da fornello fa il suo lavoro meglio e costa un terzo. Se invece il problema è il tempo, e vorresti che la cena si facesse mentre tu fai altro, allora la parte che stai comprando è proprio l’automatismo, e la spesa in più ha senso.
Quanti litri, e il dettaglio dei comandi
Sulla capacità la regola pratica è di stare larghi, perché la tacca del massimo toglie già un terzo dello spazio utile e per i legumi scende a metà.
- 5 litri: giusti per una o due persone, e bastano anche per quattro se non si fanno brodi.
- 6 litri: la misura sensata per una famiglia, e quella che permette di cuocere una volta per due o tre giorni.
- 8 litri: solo se si cucina per molti o si preparano scorte da congelare. Ingombra parecchio e ci mette di più ad andare in pressione.
C’è poi un dettaglio che non trovi quasi mai scritto e che invece conta parecchio: la lingua dei comandi. Diversi modelli molto venduti, compresi i più famosi, hanno il pannello e il display interamente in inglese: sui tasti c’è scritto pressure cook, sauté, keep warm, e i messaggi di stato pure. Chi mastica un po’ d’inglese o ha voglia di impararsi cinque parole non ci fa caso dopo due settimane. Chi non se la sente, o deve farla usare a un genitore anziano, fa molto meglio a scegliere un modello con i comandi in italiano, e in genere sono quelli dei marchi europei.
È il tipo di cosa che in negozio nessuno dice e che poi decide se l’apparecchio viene usato oppure no.
Aigostar 6 litri
Se non sei sicuro che la userai, ha senso non spendere troppo per scoprirlo. Sei litri, la capacità giusta per cuocere una volta e mangiare per due giorni, con le stesse protezioni degli altri: coperchio bloccato in pressione e doppia valvola. Materiali e rifiniture sono quelli della fascia di prezzo, ma 4,4 stelle su oltre cinquecento valutazioni dicono che il lavoro lo fa.
Vedi su Amazon- mangi spesso legumi secchi, brodi, bolliti o brasati
- vorresti che la cena si cuocesse mentre fai altro
- cucini in anticipo per due o tre giorni
- non ti fidi a lasciare una pentola sul fuoco
- cucini soprattutto pasta, verdure saltate e piatti veloci
- hai già una pentola a pressione e stai bene in cucina
- il piano di lavoro è già pieno di apparecchi
- cerchi qualcosa che metta in tavola in dieci minuti
In una riga: non è pericolosa come quella che ricordi e non è veloce come promette la pubblicità. È un apparecchio che fa cuocere da solo i piatti lunghi mentre tu non sei in cucina, e se sono quelli che mangi vale ogni euro.
Dove andare adesso
Se stai mettendo insieme la cucina un pezzo alla volta e vuoi capire cosa serve davvero e in che ordine, il punto di partenza è quali elettrodomestici da cucina servono davvero.
Se invece il tuo problema è il tempo e stai valutando più di un apparecchio, guarda anche i robot da cucina multifunzione, che risolvono un bisogno diverso (impastare, tritare, cuocere mescolando) e le friggitrici ad aria, che sono l’esatto opposto di questa pentola: ottime sulle cotture corte e croccanti, inutili sui piatti lunghi.
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