Se il caffè esce acquoso, chiaro e senza crema, la spiegazione non è che hai messo poco caffè. È che l’acqua ha attraversato il caffè troppo in fretta, e ha portato via poco di quello che doveva portare via.
Sembra una distinzione da pignoli. Non lo è: cambia completamente cosa devi fare, e ti evita di comprare un caffè più costoso sperando che risolva. C’è anche un modo per capirlo in trenta secondi, con il cronometro del telefono.
La prova del cronometro
Prima di cambiare qualcosa, misura. Serve solo il telefono.
Fai partire il cronometro nel momento in cui premi il pulsante e fermalo quando la tazzina è piena. Un espresso fatto bene sta in 25-30 secondi per circa 25-30 millilitri, cioè una tazzina da bar riempita per metà abbondante.
Quello che leggi sul cronometro ti dice già dove intervenire:
- Meno di 20 secondi: ecco il problema. L’acqua non trova resistenza e scappa. È la causa del 90% dei caffè acquosi.
- Fra 25 e 30 secondi ma il caffè è comunque lungo: non è un problema di estrazione, stai solo erogando troppa acqua. Si regola la dose sul pulsante.
- Oltre 40 secondi, e magari esce a gocce: il problema è opposto, c’è troppa resistenza. Di solito è calcare, oppure macinatura troppo fine.
Perché il tempo conta così tanto. L’espresso è acqua calda spinta a pressione attraverso una polvere compatta. In quei secondi l’acqua scioglie zuccheri, oli e sostanze aromatiche: sono loro a dare corpo, colore e crema. Se passa in quindici secondi non fa in tempo a scioglierne abbastanza, ed esce acqua leggermente colorata con un fondo di acidità pungente. Non è caffè poco forte: è caffè estratto a metà.
Da qui in poi la soluzione cambia in base al tipo di macchina, perché quello che puoi regolare è diverso.
Se hai una macchina a capsule o a cialde
Qui la polvere è già dosata e pressata dentro la capsula: macinatura e dose non le puoi toccare. Quindi se il caffè è diventato acquoso col tempo, il colpevole è quasi sempre uno solo.
Il calcare. Non si deposita solo nella caldaia: si deposita nel flussometro, il pezzo che conta quanta acqua sta passando. Quando è incrostato conta male, e la macchina eroga più acqua di quella che dovrebbe. Il caffè diventa lungo da solo, senza che tu abbia cambiato niente, ed è il sintomo più tipico.
Il calcare ha altri due effetti che si sommano:
- Abbassa la temperatura dell’acqua, perché si deposita sulla resistenza e la isola. Un’acqua a 80 gradi invece che a 90 estrae molto meno, ed è il motivo per cui spesso il caffè acquoso è anche tiepido.
- Riduce la pressione della pompa, che deve spingere in tubi più stretti.
La decalcificazione va fatta almeno una volta l’anno, e in Lombardia o in zone con acqua dura anche ogni sei mesi. Non è manutenzione facoltativa: è la cosa che decide se quella macchina dura tre anni o otto.
Se dopo la decalcificazione il caffè è ancora acquoso, controlla queste due:
- L’ago che fora la capsula. Se è sporco di caffè secco o storto, l’acqua entra male e passa di lato invece che attraverso. Si pulisce con uno spazzolino, a macchina fredda e staccata.
- Le capsule compatibili di marche sconosciute. Non tutte sono uguali: alcune contengono meno polvere o più grossa, e quelle danno un caffè chiaro sempre, fin dalla prima. Prova una capsula originale: se con quella il caffè è giusto, il problema non è la macchina.
PURIVITA decalcificante universale, meno di sei euro
Va bene per qualunque macchina a capsule, cialde o automatica, e anche per il bollitore. 4,5 stelle su oltre 24.000 giudizi, che per un prodotto da sei euro è un campione enorme. Se il caffè è peggiorato gradualmente, questa è la prima cosa da provare, prima di qualunque acquisto.
Vedi su AmazonSe hai una macchina con il braccetto e il caffè macinato
Qui hai tutto in mano tu, e quindi sono tre le cose che possono andare storte. Si controllano in quest’ordine, perché il primo punto da solo risolve la maggior parte dei casi.
1. La macinatura è troppo grossa. È la causa numero uno, e c’è un motivo preciso per cui capita a tanti: il caffè macinato che si compra al supermercato in busta è macinato per la moka, non per l’espresso. Sono due macinature diverse, e quella da moka nel braccetto non oppone abbastanza resistenza. Se il tuo caffè scende in quindici secondi e usi il macinato in busta, hai già trovato il problema.
2. La dose è scarsa. Per un espresso singolo servono 7-8 grammi, per un doppio 14-16. A occhio si sbaglia quasi sempre per difetto. Il filtro va riempito fino all’orlo prima di pressare: se dopo la pressatura la polvere sta molto sotto il bordo, ne stai mettendo poca.
3. La pressatura è leggera o storta. Il cucchiaino di plastica in dotazione non preme abbastanza e soprattutto non preme dritto. Se il disco di caffè è più compatto da un lato, l’acqua passa tutta dall’altro e attraversa solo metà del caffè: il risultato è identico a quello di una macinatura grossa. Va premuto in piano, con forza decisa.
La regola per non impazzire: cambia una cosa per volta e ricronometra. Se cambi macinatura, dose e pressatura insieme, non saprai mai quale delle tre era il problema, e la volta dopo ricominci da capo.
Vicloon pressino in acciaio da 51 mm
Il cucchiaino in dotazione non preme abbastanza e non preme dritto, ed è la seconda causa di caffè acquoso sulle macchine con braccetto. Un pressino in acciaio con la base piana costa poco più di dieci euro. 4,4 stelle su 3.685 giudizi. Controlla la misura del tuo filtro: 51 mm è quella più comune sulle macchine domestiche.
Vedi su AmazonAMZCHEF macinacaffè a macine coniche, 48 regolazioni
Le macine coniche producono una polvere di grana uniforme, che è il presupposto per avere resistenza costante: i macinini a lame, quelli a elica, fanno pezzi grossi e polvere fine insieme e l’acqua trova sempre una scorciatoia. Le 48 regolazioni servono proprio a cercare i 25 secondi. 4,2 stelle su 859 giudizi.
Vedi su AmazonLa tabella delle cause, in ordine di probabilità
| Il sintomo | Quasi sempre è | Cosa fare |
|---|---|---|
| È peggiorato piano piano, con le capsule | Calcare nel flussometro | Decalcificare, poi rifare la prova del cronometro |
| È sempre stato così, con il macinato in busta | Macinatura da moka in una macchina da espresso | Macinare più fine, o comprare macinato per espresso |
| Il caffè è acquoso e tiepido | Calcare sulla resistenza | Decalcificare. Se resta tiepido, è la resistenza |
| Esce bene da un lato del braccetto e male dall’altro | Pressatura storta | Premere in piano con un pressino vero |
| Succede solo con certe capsule | Compatibili di qualità scarsa | Provare un’originale per confronto |
| È successo di colpo, da un giorno all’altro | Ago otturato o guarnizione andata | Pulire l’ago; se non basta, assistenza |
Le domande che arrivano sempre
Basta mettere più caffè per risolvere?
Aiuta, ma non basta se la macinatura è sbagliata: la polvere grossa lascia passare l’acqua comunque, anche se ce n’è di più. E se esageri con la dose il filtro non chiude bene e l’acqua trova la via di fuga sui bordi, che peggiora le cose.
Un caffè più costoso risolve?
No, e questa è la spesa inutile più comune. La qualità della miscela cambia il gusto, non la velocità con cui l’acqua attraversa la polvere. Un caffè pregiato macinato grosso esce acquoso esattamente come uno da discount.
Posso usare aceto al posto del decalcificante?
Si può, ma non è una buona idea sulle macchine moderne: l’aceto è aggressivo con le guarnizioni in gomma e con alcune parti in alluminio, e l’odore resta per parecchi caffè. Un decalcificante costa pochi euro ed è formulato per non attaccare le guarnizioni. Se la macchina è ancora in garanzia, l’aceto può anche farla decadere.
Ogni quanto va decalcificata?
Dipende dall’acqua, non dal calendario: dove l’acqua è dura, ogni sei mesi; dove è dolce, una volta l’anno. Il modo più semplice per sapere in che situazione sei è guardare il bollitore o la pentola: se si formano incrostazioni bianche in fretta, sei nel primo caso.
La moka può fare il caffè acquoso?
Sì, ma per un motivo diverso: lì non c’è pressione vera, e il caffè viene lungo soprattutto se il filtro non è riempito fino all’orlo o se si mette troppa acqua sopra la valvola. Nella moka il caffè non va mai pressato, a differenza del braccetto.
In due righe
Il caffè acquoso non è caffè debole: è caffè estratto a metà, perché l’acqua ha attraversato la polvere troppo in fretta. Il cronometro te lo dice in una tazzina: sotto i venti secondi, il problema è quello.
Da lì la strada è breve. Con le capsule, nove volte su dieci è calcare e si risolve con una decalcificazione da pochi euro. Con il braccetto, nove volte su dieci è la macinatura, e in particolare il macinato in busta del supermercato, che è pensato per la moka e non per l’espresso.
Se vuoi approfondire c’è la nostra guida sulla differenza fra espresso corto e lungo, quella ai migliori macinacaffè se stai valutando di macinare in casa, e le pagine sulle macchine a capsule A Modo Mio e sulle macchine automatiche.
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