La macchia scura nell’angolo dietro l’armadio, o quella sopra la finestra della camera, ha una caratteristica che la rende frustrante: la togli, e dopo qualche mese è di nuovo lì.
Nella maggior parte dei casi non è perché il prodotto era scadente. È perché il metodo più usato in assoluto, quello che consigliano tutti, è anche quello che non funziona su un muro.
Perché la candeggina non risolve
La candeggina sbianca il pigmento della muffa, quindi il giorno dopo la parete sembra pulita. Ma la muffa non è una macchia: è un organismo vivo con delle radici, chiamate ife, che su un materiale poroso come l’intonaco penetrano sotto la superficie.
La candeggina è per la maggior parte acqua, e l’acqua sui materiali porosi non evapora, entra. Il risultato è duplice e va contro quello che volevi: il colore sparisce ma l’organismo resta vivo sotto, e nel frattempo hai bagnato il muro dandogli l’umidità di cui ha bisogno per ricrescere. È il motivo per cui torna, e spesso torna più estesa di prima.
Sulle superfici non porose il discorso è diverso: su piastrelle, vetro, box doccia e plastica la candeggina funziona benissimo, perché lì la muffa sta davvero solo in superficie e non ha dove penetrare.
Quindi la regola pratica è questa: candeggina sulle superfici lisce e lavabili, prodotti specifici sui muri.
Prima di iniziare: la parte che riguarda te
Questa sezione viene prima del resto perché è la più importante e la più saltata.
Rimuovendo la muffa si sollevano nell’aria migliaia di spore, che è esattamente il motivo per cui va fatto con precauzioni. Servono una mascherina FFP2, dei guanti e le finestre aperte, e conviene tenere fuori dalla stanza bambini, anziani e chiunque abbia problemi respiratori finché non hai finito e arieggiato.
Non mescolare mai la candeggina con altri prodotti, in particolare con l’ammoniaca (contenuta in molti detergenti per vetri) o con l’aceto. La combinazione libera gas irritanti e in ambienti chiusi può essere pericolosa. Un prodotto alla volta, finestre aperte, e se passi da un prodotto all’altro sciacqua bene prima.
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Una mascherina chirurgica non basta: filtra verso l’esterno, non verso di te. Per rimuovere la muffa serve una FFP2, che trattiene le particelle fini che si sollevano quando spazzoli la parete. Cinque strati, certificate CE, e con cinquanta pezzi ne hai per questo lavoro e per tutti i lavori polverosi dei prossimi anni. Costano pochi euro ed è l’unica voce di questa pagina su cui non ha senso risparmiare, soprattutto se in casa c’è qualcuno con asma o allergie.
Vedi su AmazonCome si toglie davvero
Il procedimento è semplice ma va rispettato nell’ordine, perché ogni passaggio serve a qualcosa.
1. Non spazzolare a secco. È l’errore che fanno quasi tutti per primo, e solleva in aria la quantità massima di spore. La parete va prima inumidita con il prodotto, mai grattata da asciutta.
2. Spruzza il prodotto specifico e aspetta. I rimuovi-muffa a base di sali quaternari o perossido hanno bisogno di tempo per agire in profondità: si parla di quindici o venti minuti, non di trenta secondi. È il passaggio in cui si sbaglia di più, perché si tende a spruzzare e pulire subito.
3. Rimuovi con un panno usa e getta, non con la spugna dei piatti né con uno straccio che poi laverai insieme al resto. Quel panno va chiuso in un sacchetto e buttato: se lo sciacqui nel lavandino stai solo spostando il problema.
4. Ripassa e lascia asciugare completamente, con la finestra aperta e, se ce l’hai, un ventilatore puntato sulla parete. Una parete che resta umida è una parete su cui la muffa ripartirà.
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Vedi su AmazonI casi particolari
Il silicone nero della doccia quasi mai si recupera: la muffa entra nel silicone e nemmeno i prodotti più aggressivi la tolgono del tutto. La soluzione vera è togliere il vecchio silicone con un cutter e rifarlo con uno sanitario antimuffa. È un lavoro da un’ora che si fa una volta ogni cinque o sei anni.
I tessuti (tende, materassi, divani) sono il caso più difficile: la muffa entra nelle fibre e i prodotti per muri li rovinano. Sui capi lavabili funziona un lavaggio ad alta temperatura con percarbonato, come spieghiamo nell’articolo su il bucato che sa di umido. Su materassi e divani, se la superficie è ampia, di solito non c’è molto da fare.
La parte che decide se torna o no
Ed è qui che si separa chi risolve da chi ripete l’operazione ogni autunno.
Togliere la muffa non toglie la causa. La muffa è un sintomo: cresce dove una superficie resta umida abbastanza a lungo. Se la parete continua a bagnarsi, l’organismo torna, e nessun prodotto per quanto buono può impedirlo.
Le cause sono sostanzialmente due, e distinguerle cambia tutto.
L’umidità che produci in casa. Respiro, docce, cucina, panni stesi dentro: quel vapore condensa sulle superfici più fredde, che sono gli angoli esterni, il muro dietro i mobili e il perimetro delle finestre. È il caso più comune, e si risolve. Come capire se è il tuo, e cosa fare, è spiegato nell’articolo sulla condensa sui vetri, che contiene anche la prova del foglio di alluminio per distinguere le due situazioni.
L’acqua che arriva dal muro. Risalita capillare dal terreno o infiltrazione da un tubo o dal tetto. Qui il muro è bagnato di suo e nessuna pulizia superficiale serve: va risolto il problema alla fonte, e serve qualcuno che venga a vedere.
Il segnale più semplice per orientarsi: la muffa da condensa sta in alto, negli angoli del soffitto e attorno alle finestre, e compare d’inverno. Quella da risalita parte dal basso, si ferma entro il metro o poco più, spesso con l’intonaco che si sfarina, e c’è tutto l’anno.
Se la muffa è dietro un mobile addossato a una parete esterna, dopo averla tolta stacca il mobile dal muro di cinque o dieci centimetri e non rimetterlo attaccato. Dietro un armadio appoggiato al muro l’aria non circola, la parete resta più fredda del resto della stanza e diventa il punto in cui la condensa si forma per prima. Quei dieci centimetri di distacco risolvono da soli una buona parte dei casi, e non costano niente.
La pittura antimuffa: quando serve e quando è denaro sprecato
È l’ultimo passaggio, e va fatto solo dopo gli altri due.
Le pitture antimuffa contengono additivi che rendono la superficie ostile alla ricrescita, e alcune sono anche termoisolanti: applicate su una parete fredda ne alzano leggermente la temperatura superficiale, il che riduce la condensa. Su un muro che ha avuto un problema di condensa hanno senso, come rinforzo dopo aver rimosso la muffa e sistemato l’aerazione.
Quello che invece non funziona è coprire. Dare una mano di pittura sopra la muffa senza toglierla prima è il modo più veloce per rivederla, perché l’organismo continua a vivere sotto e attraversa la vernice nel giro di mesi. Vale anche per le pitture antimuffa: sono una protezione, non un rimedio.
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Idropittura per interni con additivi antimuffa e proprietà termoisolanti, che alzano di poco la temperatura della superficie e quindi riducono la condensa sulle pareti fredde. Con 4,5 stelle su oltre 1.900 valutazioni. È la scelta sensata per la parete che ha già avuto il problema, ma va applicata su muro pulito, trattato e completamente asciutto: darla sopra la muffa non serve a niente e i quattro litri li avrai buttati.
Vedi su AmazonQuando non è più un lavoro da fare da soli
Ci sono situazioni in cui il fai da te non basta, e insistere fa perdere tempo e soldi.
- La superficie è ampia, indicativamente oltre il metro quadro, o interessa più stanze.
- Torna nonostante il trattamento e nonostante tu abbia sistemato aerazione e abitudini.
- Parte dal basso e l’intonaco si sfarina o fa le bolle: è quasi certamente risalita, e va affrontata alla base.
- C’è odore persistente di muffa senza che si veda dove, il che spesso significa che è dietro un mobile fisso, sotto il pavimento o dentro una parete.
- In casa c’è chi ha asma, allergie respiratorie o difese immunitarie ridotte. In quel caso vale la pena farla rimuovere da chi ha l’attrezzatura giusta, e parlarne con il medico se ci sono sintomi.
Domande frequenti
La candeggina uccide la muffa?
Sulle superfici lisce e non porose sì, su piastrelle e box doccia funziona bene. Sui muri no: sbianca il pigmento in superficie ma non raggiunge le radici nell’intonaco, e l’acqua che contiene bagna ulteriormente la parete. È il motivo per cui sui muri la muffa ricompare.
L’aceto funziona contro la muffa?
In parte. Ha una certa efficacia sulle superfici lisce e ha il vantaggio di non lasciare residui aggressivi, ma sui muri porosi è meno efficace dei prodotti specifici. Non va mai mescolato con la candeggina.
Perché la muffa torna sempre nello stesso punto?
Perché quel punto è il più freddo della stanza, quindi è dove il vapore condensa per primo. In genere sono gli angoli verso l’esterno, il muro dietro i mobili addossati e il perimetro delle finestre. Finché quella superficie resta fredda e l’aria umida, la muffa tornerà lì.
Basta un deumidificatore per risolvere?
Aiuta molto se la causa è l’umidità prodotta in casa, perché abbassando l’umidità dell’aria si riduce la condensa. Non toglie però la muffa già formata, e non serve a niente se l’acqua arriva dal muro. Sulle taglie e su come usarlo c’è la guida ai deumidificatori.
La muffa in casa fa male?
L’esposizione prolungata può causare o peggiorare disturbi respiratori e allergici, e chi soffre di asma è più sensibile. Non è motivo di allarme per una macchia piccola trattata subito, ma non va nemmeno ignorata per mesi. Se in casa qualcuno ha tosse, naso chiuso o difficoltà respiratorie ricorrenti che migliorano quando sta fuori, vale la pena parlarne con il medico.
Ogni quanto va rifatto il trattamento?
Se hai risolto la causa, una volta. Se ti ritrovi a rifarlo ogni inverno, la causa non è stata risolta e il problema non è il prodotto.
In conclusione
Togliere la muffa è la parte facile, e si fa in un pomeriggio con un prodotto specifico, una mascherina e un po’ di pazienza durante i venti minuti di posa. La parte che conta è quella dopo: capire perché quella parete si bagna, e togliere la causa.
Le tre cose da ricordare: la candeggina va bene sulle piastrelle e non sui muri, la pittura antimuffa protegge ma non cura e quindi non va data sopra la muffa viva, e se torna ogni anno il problema non è il prodotto.
Per capire da dove arriva l’umidità e come ridurla, parti dall’articolo sulla condensa sui vetri. Se stendi il bucato in casa, quella è spesso la voce più pesante e ne parliamo nella recensione dello stendino elettrico. E se il problema riguarda una stanza fredda, il punto di partenza è quanto costa riscaldare casa.
Le informazioni in questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un tecnico qualificato. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.