Termosifone freddo sopra o freddo sotto: sono due problemi diversi

Si riaccende il riscaldamento dopo l’estate e c’è sempre quel termosifone che non scalda come gli altri. Prima di chiamare il tecnico serve una sola informazione, e te la dà la mano appoggiata sul radiatore: capire DOVE è freddo.

Perché un termosifone freddo in alto e uno freddo in basso hanno due cause opposte, e la soluzione che funziona per il primo non serve a niente per il secondo. È il motivo per cui tanta gente sfiata i radiatori venti volte senza risolvere: sta curando il problema sbagliato.

Il principio che spiega tutto

Dentro un termosifone circola acqua calda. Se dentro finisce qualcos’altro, quel qualcosa si sistema in un punto preciso, e il punto dipende dal peso.

  • L’aria è più leggera dell’acqua, quindi sale e si raccoglie nella parte alta del radiatore. Lì prende il posto dell’acqua, e dove non c’è acqua calda non c’è calore.
  • Il fango è più pesante dell’acqua, quindi scende e si deposita sul fondo. Con gli anni, la ruggine e i residui che circolano nell’impianto si accumulano in basso e ostruiscono il passaggio.

Da questa sola differenza discende tutto il resto:

Freddo sopra e caldo sotto = aria. Si risolve in due minuti da soli, con una chiavetta da pochi euro.
Freddo sotto e caldo sopra = fango. Lo sfiato non serve, e chi insiste a sfiatare non ottiene niente perché l’aria non c’entra.

Metti la mano sul radiatore acceso, partendo dall’alto e scendendo. Il punto in cui il calore cambia ti dice quale dei due casi hai davanti.

Caso 1: freddo sopra, caldo sotto

È il più comune in assoluto, ed è anche l’unico che si risolve da soli. Succede quasi sempre alla prima accensione autunnale, perché durante i mesi di fermo un po’ d’aria entra sempre nel circuito.

Ecco come si sfiata, e conviene leggere fino in fondo perché l’ultimo passaggio è quello che quasi tutti saltano.

  1. Spegni il riscaldamento e aspetta che l’impianto sia freddo. Non è una precauzione formale: a caldaia accesa l’acqua è in pressione e in circolo, e rischi sia di scottarti sia di non far uscire l’aria.
  2. Trova la valvolina di sfiato, il piccolo bullone sul fianco in alto del radiatore, dalla parte opposta al rubinetto.
  3. Metti sotto uno straccio e un bicchiere, perché uscirà anche un po’ d’acqua, spesso nerastra.
  4. Apri di mezzo giro con la chiavetta, senza svitare del tutto. Sentirai il soffio dell’aria.
  5. Chiudi appena esce acqua costante, senza più sbuffi.
  6. Vai a controllare la pressione della caldaia. Ogni sfiato toglie acqua dall’impianto e fa scendere la lancetta: a impianto freddo deve stare fra 1 e 1,5 bar. Se è sotto 1, apri il rubinetto di carico e rabbocca fino a rientrare, poi richiudilo bene.

Quell’ultimo punto è il motivo per cui certe caldaie si bloccano il giorno dopo che uno ha sfiatato tutti i termosifoni della casa: non è un guasto, è la pressione scesa troppo.

L’attrezzo che serve

Chiavi di sfiato universali, confezione da quattro

Sono le chiavette quadrate da 5 mm che aprono la valvolina: costano pochi euro e sono l’unico attrezzo necessario per tutta l’operazione. La confezione da quattro ha senso perché è esattamente il tipo di oggetto che sparisce nel cassetto: una in casa, una nella cassetta degli attrezzi. Oltre ottocento valutazioni con media 4,5.

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Caso 2: freddo sotto, caldo sopra

Qui cambia tutto. Se la parte alta scalda e quella bassa resta fredda, l’aria non c’entra niente e sfiatare è tempo perso: sul fondo c’è un deposito che impedisce all’acqua di circolare in tutto il radiatore.

Quel deposito si chiama fango ed è il risultato di anni di ossidazione: la stessa acqua gira nel circuito, attacca lentamente il ferro dei tubi e dei radiatori, e i residui si accumulano nei punti bassi. È un problema dell’impianto, non del singolo termosifone, e infatti quasi sempre riguarda più di un radiatore.

Questo non si risolve da soli. Serve un lavaggio del circuito fatto da un tecnico, con un apparecchio che spinge acqua e prodotto in pressione per staccare i depositi e portarli fuori. Su un impianto normale è un lavoro di mezza giornata.

Il segnale che conferma la diagnosi: quando sfiati esce acqua molto scura, quasi nera. Vuol dire che nel circuito c’è parecchio materiale in sospensione.

Vale la pena farlo? Se hai due o tre radiatori che scaldano a metà, sì: stai pagando il gas per scaldare l’acqua di tutto l’impianto e ne ricavi la metà del calore. Se è un solo elemento in una stanza che usi poco, puoi convivere.

Caso 3: alcuni scaldano e altri no

Se il singolo radiatore è caldo in modo uniforme ma tiepido, mentre altri in casa scottano, il problema non è dentro quel termosifone: è come si distribuisce l’acqua nell’impianto.

L’acqua calda, come tutti i liquidi, prende la strada dove trova meno resistenza: quindi i radiatori più vicini alla caldaia e quelli sui percorsi più corti si servono per primi, e agli ultimi della fila arriva poco. Nelle case a più piani è quasi sempre l’ultimo piano a lamentarsi.

Si sistema bilanciando l’impianto, cioè strozzando un po’ i radiatori più favoriti per lasciare portata agli altri. Si agisce sul detentore, la manopolina che sta in basso dalla parte opposta al rubinetto e che di solito nessuno tocca mai: si chiude di mezzo giro alla volta sui radiatori più caldi e si aspetta qualche ora per vedere l’effetto.

Il modo più semplice per ottenere lo stesso risultato senza giri di chiave è montare le valvole termostatiche: regolano da sole il passaggio d’acqua in base alla temperatura della stanza, quindi un radiatore in una stanza già calda si chiude e lascia acqua agli altri. In molti condomini sono anche obbligatorie per la contabilizzazione del calore.

Per bilanciare senza pensarci

Honeywell Thera-5, testa termostatica

Si avvita al posto della vecchia manopola con attacco standard M30 e regola da sola il passaggio dell’acqua in base alla temperatura della stanza: il radiatore in una stanza già calda si chiude e lascia acqua agli altri. Marchio storico del settore, montaggio da fai da te in pochi minuti. 4,3 di media su oltre mille valutazioni.

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Quando non è nessuno dei tre

Se il radiatore è completamente freddo, mentre gli altri funzionano, i casi sono altri due e si controllano in un minuto.

  • La valvola è chiusa o bloccata. Banale ma frequentissimo, soprattutto dopo l’estate: le testine termostatiche lasciate al minimo per mesi tendono a incollarsi. Togli la manopola e guarda il perno metallico sotto: deve muoversi. Se è bloccato, prova a premerlo delicatamente con una pinza, e nella maggior parte dei casi si sblocca.
  • La caldaia o il circolatore non spingono. Se nessun radiatore scalda, o se la pressione è a zero, il problema è a monte e non nei termosifoni.

Il consiglio che fa risparmiare una chiamata: a fine stagione, quando spegni il riscaldamento, lascia le valvole termostatiche aperte al massimo invece che chiuse. È la mossa che evita che il perno si incolli durante i mesi di fermo, e costa dieci minuti a maggio.

La versione che si comanda dal telefono

SONOFF TRVZB, valvola termostatica intelligente

Fa lo stesso lavoro della testa meccanica ma con programmazione oraria e comando a distanza, utile se hai stanze usate solo in certe ore o se rientri a orari variabili. Da sapere prima di ordinare: richiede un hub Zigbee, quindi ha senso se hai già una base domotica in casa o se sei disposto a metterla. Oltre duemila valutazioni, media 4,3.

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Fallo da solo se
  • il radiatore è freddo sopra e caldo sotto
  • la valvola sembra bloccata dopo l’estate
  • vuoi bilanciare chiudendo un po’ i più caldi
  • sai dove sono il manometro e il rubinetto di carico
Chiama il tecnico se
  • è freddo sotto e caldo sopra (serve il lavaggio)
  • la pressione scende di continuo: c’è una perdita
  • non scalda nessun radiatore della casa
  • dalla valvolina esce acqua e non si ferma

In una riga: appoggia la mano e guarda dove finisce il caldo. Freddo in alto è aria e lo risolvi tu in due minuti; freddo in basso è fango e lo risolve un tecnico; tiepido dappertutto mentre gli altri scottano è un problema di distribuzione.

Dove andare adesso

Se stai facendo i conti su quanto ti costerà scaldare casa quest’inverno, il confronto fra gas, elettrico e pellet con i prezzi aggiornati è in quanto costa davvero riscaldare casa.

Se invece il problema è una stanza che resta fredda anche con l’impianto acceso, guarda le stufe elettriche per il riscaldamento di supporto e i pannelli a infrarossi, che scaldano in modo diverso e in certe situazioni convengono.

E se in casa oltre al freddo c’è l’umidità, il punto di partenza è la condensa sui vetri.

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